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IL DISCO

Genesis, A Trick of the Tail 1976

Quarant'anni fa il primo lavoro senza Peter Gabriel

di Michele Ceparano

01 luglio 2016, 20:51

Genesis, A Trick of the Tail 1976

Quarant'anni fa i Genesis pubblicavano il loro settimo lavoro in studio: A trick of the tail. Un disco-spartiacque nella storia della leggendaria band inglese. E' infatti il primo lavoro senza Peter Gabriel. La voce e frontman del gruppo aveva da poco lasciato i Genesis, dopo il successo di The lamb lies down on Broadway.

Nonostante Gabriel abbia scelto di percorrere ed esplorare altre strade, A trick of the tail viene definito da molti, il primo lavoro dei Genesis “senza Peter Gabriel, ma in cui lui è ancora presente”. Nell'album, che sancisce anche il passaggio alla voce solista di Phil Collins, il gruppo torna prepotentemente all'antico. A trick of the tail somiglia infatti  molto di più a lavori come Nursery Cryme o Foxtrot che, appunto, a The lamb, uscito due anni prima.

Il progressive rock,  che di lì a qualche anno inizierà la sua (purtroppo) irreversibile parabola discendente, piace ancora al pubblico. E le “fairy tales”, che tanto avevano ispirato i primi Genesis, vanno ancora forte. Ecco allora che, dopo la scatenata “ouverture” di Dance on a Volcano (ispirato all'opera dello scrittore peruviano Carlos Castaneda), arriva la dolcissima e misteriosa Entangled, seguita da Squonk, che racconta di un animale immaginario che una volta catturato si dissolve in lacrime, frutto della fantasia di William T. Cox. Mad Man Moon è una canzone struggente, Robbery assault and battery parla delle “prodezze” di un criminale.

Un altro tuffo nella dolcezza con Ripples ed ecco la title track: A trick of the tail, il cui protagonista è un essere con corna e coda. Il brano di chiusura è Los endos, un pezzo musicale che i Genesis riproporranno sempre dal vivo. A trick of the tail divide ancora oggi i fans della prima ora: c'è chi lo giudica l'inizio della decadenza e  chi invece lo mette al pari dei lavori più significativi come Foxtrot, Selling England by the pound e The lamb. Chi l'ha in casa – forse un vinile impolverato – a questo punto potrebbe risentirlo. Chi, magari i giovani, non lo conosce ha l'occasione per farlo. Perché A trick of the tail, come ogni lavoro della band inglese,  è un'esperienza, a cominciare dalla copertina (guardare per credere) che esalta le doti dell'artista Colin Elgie. Come detto, il 1976 sarà un anno molto pieno per la band. L'addio di Gabriel verrà “esorcizzato” non con uno ma con ben due dischi.

Dopo A trick of the tail vedrà infatti la luce Wind and wuthering, lavoro in cui la band cerca di rimanere ancorata al prog, che abbandonerà però di lì a poco.

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