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Fermo

Immigrato ucciso: contestata l'aggravante razziale

La moglie dell'immigrato ucciso avrà lo status di rifugiata. Trovati ordigni artigianali vicino ad alcune chiese

07 luglio 2016, 17:59

Immigrato ucciso: contestata l'aggravante razziale

E' stata contestata l’aggravante razziale ad Amedeo Mancini, l'ultrà accusato dell’omicidio a Fermo del migrante Emmanuel Chidi Namdi, e fermato per omicidio preterintenzionale. Lo ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano dopo il comitato per l’ordine e la sicurezza a Fermo, mentre la presidente della Camera Boldrini invita a "espellere l’odio dalla politica". La moglie, sconvolta per la perdita, è in Italia da sola. L’avvocato dell’omicida parla del suo assistito come una persona "distrutta dal dolore" e afferma: "Non voleva uccidere". Il caso di Emmanuel Chidi Namdi ha suscitato grande scalpore in tutto il Paese. 
Il ministro Angelino Alfano ha aggiunto che "la commissione competente ha concesso alla compagna del migrante ucciso a Fermo lo status di rifugiata". La donna - aggiunge - aveva sostenuto l’esame per il riconoscimento dello status lo scorso maggio.

CI SONO PISTE SU BOMBE NELLE CHIESE. Si è parlato anche dei quattro ordigni esplosivi artigianali piazzati davanti ad altrettante chiese di Fermo durante la riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica presso la Prefettura di Fermo. Lo ha affermato il ministro dell’Interno Angelino Alfano, che però ha detto di non poter rispondere alle domande dei giornalisti su possibili collegamenti con la morte del migrante nigeriano di 36 anni, pestato da un ultrà. Anche il procuratore capo di Fermo Domenico Seccia ha fatto segno di 'nò con la testa. «La Procura è al lavoro - ha spiegato Alfano - e sta seguendo due piste di cui non vi posso riferire: una prevalente, l’altra marginale con scenari e motivazioni molto diverse». 

LA DIOCESI: "NON CI FAREMO INTIMIDIRE". «Che ci sia un clima ostile non lo posso dire; probabilmente si tratta di qualche piccolo gruppo isolato, magari di ispirazione neofascista o non saprei, che compie questi gesti. Potrebbe anche essere che chi mette le bombe magari poi crea questo clima di ostilità». Lo afferma a Radio Vaticana il vicario generale della diocesi di Fermo, don Pietro Orazi.
«Certo - prosegue il sacerdote - anche dalle nostre parti c'è la propaganda nazionale, quella di chi vede un’invasione degli extracomunicatori, che ci rubano il lavoro, e di chi dice che per loro si spendono soldi mentre per gli italiani non c'è la possibilità di arrivare a fine mese». «Oppure l’accusa alla Caritas, assolutamente falsa, che noi ci occupiamo più degli stranieri che degli italiani. Noi invece non abbiamo poveri di serie A e poveri di serie B - sottolinea Orazi -. Non possiamo lasciarci intimorire e quindi, assolutamente, le bombe non hanno cambiato nulla e tantomeno lo farà questo episodio. Anzi, ieri sera, nella veglia di preghiera, abbiamo avuto proprio il conforto di una presenza massiccia di persone e non solo di associazioni ecclesiali».