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Rifiuti

Differenziata, quante proteste. Ed ecco le proposte dei cittadini

04 agosto 2016, 07:03

Differenziata, quante proteste. Ed ecco le proposte dei cittadini

I cestini con le griglie hanno iniziato a fare la loro comparsa lungo le strade della città. Ad esempio, si possono vedere in viale Solferino, ma chissà se questo esperimento potrà scoraggiare chi fatica ad adattarsi a una raccolta differenziata porta a porta che impone regole ferree ai cittadini, obbligati a rispettare giorni – e soprattutto orari – di esposizione per le varie tipologie di rifiuti. Molti parmigiani accusano il sistema di raccolta troppo rigido e incapace di adattarsi alle abitudini dei cittadini, soprattutto di chi fa turni con orari inusuali al lavoro e fatica a rientrare nella modalità della raccolta.

Per il decoro della città, uno dei maggiori flagelli è comunque rappresentato da coloro che gettano immondizia un po’ dove capita, anche vicino, cioè sopra, sotto o ai lati, dei piccoli cestini di metallo posizionati nelle vie del centro. Qui la griglia difficilmente potrebbe essere montata, in quanto l’apertura del cestino è già di per sé molto piccola, tanto da impedire l’inserimento di una borsa piena di immondizia.

Borgo della Trinità Tanto per fare qualche esempio concreto, ieri in borgo della Trinità, vicino a via Cavallotti, sotto al cestino era allineata una fila di sacchetti, alcuni dei quali contenevano maglioni neri e sciarpe, come se non esistessero i contenitori per i vestiti usati.

Borgo Valorio Scena simile in borgo Valorio, all’angolo con via Dalmazia, solo che questa volta i sacchetti erano pieni di cibo e altra immondizia.

Borgo degli Studi Qui il cestino stradale ha «attirato» una borsa piena di rami secchi, oltre ad un sacco giallo, mentre in viale delle Rimembranze, a pochi metri dai cestini con le griglie, un cestino «vecchia maniera» era pieno zeppo di borse dei rifiuti.

Oltretorrente Anche nel piazzale dietro l’Annunziata alcune persone hanno pensato bene di sbarazzarsi del pattume gettandolo in sacchetti bianchi vicino ad un cestino.

Via Corso Corsi La situazione di inciviltà peggiora poi in via Corso Corsi, dove la cattiva abitudine di buttare la spazzatura in strada lascia segni più evidenti che altrove. A metà della via, nei pressi del liceo «Albertina Sanvitale», sono stati gettati ben nove sacchetti. Di questo degrado c’è chi dà la colpa agli irregolari che abitano in zona, i quali non hanno i titoli per ritirare il kit della differenziata, ma c’è anche chi invoca il ritorno dei cassonetti, per far sparire dalla vista quella immondizia lasciata a marcire al sole. P.Dall.

IL PARERE DEI PARMIGIANI

Pierluigi Dallapina

A Parma l’addio al cassonetto è stato pronunciato da un pezzo, ma a distanza di anni c’è chi rimpiange i vecchi bidoni, per diversi motivi: organizzare la raccolta differenziata in appartamenti piccoli e senza balcone – è il caso di molti immobili del centro storico e dell’Oltretorrente – è complicato e scomodo, per non parlare dei maleducati che «seminano» la propria immondizia ovunque.

«Potrebbero essere installati dei cassoni stradali per la raccolta differenziata che si aprono solo con una tessera assegnata alla singola utenza. In questo modo si rispetterebbe l’ambiente, facilitando anche la vita dei cittadini», suggerisce Natalia Tulbure, dipendente di una lavanderia in borgo delle Colonne. Nella città che si vanta di aver raggiunto percentuali di differenziata attorno al 70 per cento, esistono però dei paradossi. «Ogni mattina lavo il pezzo di marciapiede davanti alla vetrina per togliere sporco e cattivi odori – aggiunge Veronica Iesanu, anche lei dipendente della lavanderia – eppure sono stata multata con una sanzione di circa 66 euro, perché i vigili ambientali hanno trovato, nei pressi del negozio, un sacco con una ricevuta rilasciata da noi. Quel sacco però poteva benissimo essere di un cliente e non nostro».

Raffaella Giovanelli, residente in viale Mentana, chiede a chi di competenza di posizionare lungo il viale un bidone per la raccolta del verde, e poi riferisce un episodio inquietante. «L’anno scorso siamo stati costretti ad eseguire la disinfestazione del condominio in cui vivo perché era infestato dalle blatte». Gli scarafaggi, secondo Giovanelli, sarebbero stati attirati dall’immondizia conservata per più giorni all’interno delle abitazioni. «Ci sono appartamenti poco spaziosi abitati da nuclei familiari numerosi con bambini piccoli a cui deve essere cambiato spesso il pannolino – dice –. Quindi la spazzatura andrebbe ritirata tutti i giorni per evitare situazione di degrado».

La maleducazione di alcuni contribuisce poi ad esasperare l’animo di chi prova a rispettare le rigide regole del porta a porta. «Il problema è che sotto i portici c’è chi butta sacchetti di immondizia, ed io sono costretta a pulire ogni mattina, per non parlare di chi lascia fare al proprio cane i bisogni ovunque», commenta Gloria Gallinari, negoziante di borgo delle Colonne, una zona presa particolarmente di mira dai «furbetti del sacchetto». Giacomo Galli, il fidanzato, suggerisce a chi pulisce le strade di fare maggiore attenzione: «Usano un getto d’acqua molto forte, e quando lavano per terra si crea una nuvola che finisce per imbrattare sempre la vetrina nostra vetrina».

Veronica Verbin, un’altra negoziante, fa notare di «essere costretta a differenziare manualmente i rifiuti gettati nel cestino dai clienti, altrimenti gli addetti alla raccolta non ritirano il sacco se i materiali non sono adeguatamente separati». Luisa Mascali, titolare di un’attività in via Cavallotti, solleva il problema degli orari di esposizione: «I rifiuti vengono ritirati alla sera, ma è ovvio che se uno non sarà a casa per l’ora stabilita è costretto ad esporre il sacco al mattino, quando esce di casa». Andrea Martella, suo vicino di negozio, si lamenta perché «gli addetti non distribuiscono i sacchi dell’indifferenziato, costringendo le persone ad andarli a ritirare in strada Santa Margherita una volta che li hanno terminati». Graziano Bondani se la cava con una battuta: «Sono tranquillo perché la casa dove abito è mia e non ho problemi a gestire i bidoni della differenziata. Ho spazio per differenziare».