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Esotismo e incanto nei simboli di 17 artisti

07 agosto 2016, 22:00

Esotismo e incanto nei simboli di 17 artisti

Le «Stanze della meraviglia. Esotismo Fantastico Incanto nella Rocchetta Mattei», mostra aperta fino al 30 ottobre in località Savignano nel Comune di Grizzana Morandi, Bologna, a cura di Eleonora Frattarolo, riempie per la prima volta questo caratteristico spazio di arte contemporanea in un incontro ideale fra immagini, sogni, allusioni, simboli e memorie di sedici artisti che hanno ideato le loro opere in sintonia con le eclettiche architetture fatte realizzare dal Conte Mattei, nella seconda metà dell’Ottocento. Sedici artisti, abituati a progettare ed esporre in contesti culturali differenti, più uno, Alberto Savinio, interprete visionario nell’Europa del xx° secolo, del quale è esposta un’opera emblematica della commistione di stili e forme, Gente perbene (I Genitori), del 1946.

L’itinerario si apre con una prima grande scultura in ferro di Mirta Carroli, rappresentazione in forma lineare e sintetica dei legami con la terra. Dell’artista bolognese accanto ad una seconda scultura sono in mostra anche i gioielli in argento e frammenti di ceramica antica. Nel cortile centrale un poderoso rinoceronte bianco indiano di Davide Rivalta, segna lo spazio di raccordo con l’esotismo propugnato da Cesare Mattei. Oltre il cortile, nelle sale, nella chiesa, nel ballatoio si susseguono le opere: due spettacolari mantra – tempo, preghiera, bellezza – su legno, in grafite e oro, di Omar Galliani; il polittico metafisico di Ettore Frani; la maschera mortuaria in gesso di Nicola Samorì; la bambola-feticcio di Luca Lanzi; il Centauro, in ferro di Guido Scarabottolo, la barca di Amir Sharifpour, con scafo coperto da uno specchio, così da riflettere l’architettura circostante. Ed ancora i flussi di segni di parole sulla vastità di carte disegnate incise dipinte di Simone Pellegrini; l’opera di Maria Elisabetta Novello che si dispiega sull’ampio pavimento come pensiero che diventa forma, i vasi alchemici di Elysia Athanatos; l’opera in acciaio e cristallo di Vittorio Corsini; l’ alto vaso dal corpo madreperlaceo, di Piero Pizzi Cannella; le installazioni dedicate alla medicina antica di Francesco Bocchini. Infine, suggella questo viaggio nell’immaginario eclettico europeo il tappeto di terre e filati di Sima Shafti. Il video proiettato la sera dell’inaugurazione è di Lemeh42. s. pr.