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Blitz polizia contro sospetti jihadisti. Un sospetto terrorista "mirava" alla Bundesliga

10 agosto 2016, 11:55

Blitz polizia contro sospetti jihadisti. Un sospetto terrorista

Blitz della polizia con perquisizioni sono avvenuti questa mattina in diverse città del Nordreno-Vestfalia, tra cui Duesseldorf, Duisburg e Dortmund, contro sospetti legati all’estremismo islamico. Lo riferiscono media tedeschi. Secondo quanto riporta il quotidiano online Waz-Der Westen, l’azione ha preso di mira predicatori che reclutavano giovani per combattere in Siria e Iraq. L’azione è stata condotta da 150 agenti. L’accusa è di sostegno a un’associazione terroristica straniera e gli inquirenti cercano le prove di legami con l'Isis, riporta Waz-Der Westen.
Secondo quanto riferito dalla Bild online, i blitz sarebbero stati ordinati dalla procura federale, ma da Karlsruhe non vi è stata ancora conferma. Ancora il sito online del quotidiano Waz-Der Westen riporta che tra gli obiettivi ci sono anche luoghi già noti e sotto osservazione della scena islamica in Nordreno-Vestfalia come l’agenzia di viaggi di Hasan C. a Duisburg, che accanto al business turistico ha allestito una sala per lezioni islamiche. Qui, secondo gli inquirenti, si sarebbero radicalizzati i due sospetti attentatori del tempio sikh di Essen nello scorso aprile.

Un profugo-terrorista 'mirava alla Bundesliga
Un giovane profugo siriano è stato fermato in Germania col sospetto di essere un terrorista dell’Isis nelle fasi iniziali della progettazione di attacco per seminare il terrore nel giorno di avvio della serie B della Bundesliga, il campionato di calcio tedesco cominciato lo scorso fine settimana.
Il sospetto terrorista ha 24 anni ed è stato fermato dalle teste di cuoio tedesche 'Sek' a Mutterstadt, una cittadina della Renania-Palatinato vicina a Mannheim venerdì scorso, anche se l'annuncio è stato dato nelle ultime ore. Nato a Damasco, il giovane era arrivato in Germania all’inizio dell’anno. Come riferisce l’agenzia Dpa citando il ministero dell’Interno della regione Renania Settentrionale-Vestfalia, «un testimone aveva dato indicazioni su un possibile piano di attacco con movente islamico» ma «una concreta situazione di pericolo», stando alle conoscenze attuali, «non c'è stata».
«Nell’indizio che ha innescato l’arresto, dovrebbe esserci stato un nesso con l’inizio della seconda Bundesliga calcistica lo scorso fine settimana», scrive l’agenzia riferendosi implicitamente al campionato cadetto cominciato venerdì, il giorno del fermo, con un incontro vinto fuori casa dall’Hannover con il Kaiserslautern, squadra dell’omonimo centro ad una sessantina di chilometri ad ovest di Mutterstadt dove è stato fermato il siriano. Prime informazioni avevano fatto temere per un rischio corso dagli spettatori del Bayern, da quest’anno guidati da Carlo Ancelotti, che il 26 agosto assisteranno al varo della Bundesliga principale a Monaco.
Sulle prime, inoltre, l’agenzia tedesca aveva scritto che il giovane potrebbe essere un miliziano «di alto livello" dell’Isis.
Livello di rischio per gli spettatori dell’Allianz Arena di Monaco e reale 'rangò dell’arrestato a parte, la qualifica di "profugo» mediorientale rappresenta un altro colpo per la politica dell’accoglienza coraggiosamente messa in atto dalla cancelliera Angela Merkel contro il vento della chiusura xenofoba che spira in Germania e in Europa, alimentato anche da chi sostiene che fra i migranti si nascondano anche terroristi (peraltro sono appena stati diffusi dati semestrali che indicano come le 'portè tedesche, di fatto, si stanno rapidamente chiudendo). Negli ultimi giorni è emerso che i due rifugiati che hanno perpetrato attacchi in Baviera il mese scorso (l'assalitore con accetta del treno di Wuerzburg e il kamikaze di Ansbach) erano in contatto con cellule dello Stato islamico.
Il siriano fermato venerdì era stato accolto in Renania Settentrionale-Vestfalia come profugo e gli erano state prese le impronte digitali e sul suo cellulare e computer sono state rilevate numerose foto di combattimenti in Siria: una «questione centrale per gli investigatori» è capire se siano state scaricate da qualche sito o riprese direttamente.

Ministro Interno, la minaccia terroristica e' alta
«Viviamo in tempi difficili. La minaccia terroristica è alta": lo ha detto a margine di una visita Brema il ministro dell’Interno tedesco, Thomas de Maizière. «La polizia è fortemente oberata, a livello federale e regionale», ha aggiunto il ministro che non ha voluto fornire indicazioni nè sulle perquisizioni in Nordreno-Vestafalia, nè sulle misure per l’innalzamento della sicurezza che presenterà domani a Berlino.