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Olimpiadi

Fioretto, Errigo fuori: "Tradita dal maestro"

La replica di Tomassini: "Cerca solo scuse per giustificare la sconfitta"

11 agosto 2016, 01:06

Fioretto, Errigo fuori:

Le lacrime a bagnare la pedana dopo una sconfitta inaspettata. Doveva essere la sua olimpiade, quella della rivincita contro la "rivale" Elisa Di Francisca che quattro anni fa a Londra l’aveva battuta per una solo stoccata, e invece per Arianna Errigo il palcoscenico olimpico di Rio si è trasformato in un incubo.
In vantaggio per 10-5 agli ottavi contro la canadese Harvey, la fiorettista azzurra si è sciolta come neve al sole, dilapidando il vantaggio con un parziale di 10-1 per la sua avversaria, e abbandonando la corsa alle medaglie. Dopo la stoccata decisiva, la Errigo si è fermata sulla pedana, minuti e minuti a piangere, poi arriva lo sfogo con l’attacco al suo maestro Giulio Tomassini, con cui si è separata lo scorso gennaio, accusato di averla "tradita": «E' da gennaio che mi alleno da sola facendomi aiutare da chi aveva intorno (il mio fidanzato Luca Simoncelli e Fabio Galli) - continua - Sono convinta di quello che ho fatto, anche perchè il rapporto con un maestro deve andare al di là dell’aspetto tecnico. Deve esserci un legame che va al di là di ogni cosa: devi avere prima di tutto fiducia nella persona e poi in quello che ti può trasmettere. Per me deve esserci il rispetto reciproco. Se quello viene a mancare, puoi essere il maestro più bravo del mondo, ma io preferisco perdere una medaglia d’oro». Pronta la replica di Tomassini che rispedisce al mittente le accuse: «E' lei a non rispettarmi - ha ammesso - il mio mestiere è insegnare scherma a chiunque me lo chieda. Credo stia cercando solo una scusa per giustificare la sconfitta».
La Errigo non aveva apprezzato che il suo maestro avesse fatto una lezione ad Elisa Di Francisca, sua compagna e rivale in nazionale, e così a gennaio aveva sentito venire meno il rapporto di stima, decidendo per la separazione. «Mi disse 'non ti permettere di allenare la mia avversaria - ha aggiunto il maestro jesino - però quando la presi come allieva e allenavo già la Vezzali, allora andava bene?».
Un duro colpo per la fiorettista di Monza che si è andato ad aggiungere all’addio del suo maestro di sempre, Giovanni Bortolaso, che dopo i Giochi di Londra aveva seguito Stefano Cerioni alla nazionale russa. Ma non c'è solo la rabbia contro il suo ex allenatore nelle parole della Errigo, molto critica e severa anche con se stessa, riconoscendo che ad un certo punto si è spenta la luce: «Non mi sentivo bene già da questa mattina - ha continuato - non sono riuscita bene a gestire la tensione che da sempre è la cosa che mi contraddistingue negli appuntamenti più importanti. Appena c'è stato un momento di difficoltà, sono crollata». Un crollo rumoroso. «Se pensi che impieghi un anno a preparare questa gara e già al primo assalto ti ritrovi con il fiatone e viola in faccia, significa che hai sbagliato qualcosa. Forse non ho lasciato degli spazi per me stessa e per riprendermi. Ma questi erano i Giochi: contavo di recuperare qui». Adesso per la sua rivincita dovrà aspettare altri quattro anni, a Tokyo ne avrà 32: «Questa era l’età perfetta per fare bene... Tenterò di arrivarci, ma in questo momento non è la cosa che mi interessa». 

LA REPLICA DI TOMASSINI: "CERCA SOLO SCUSE PER LA SCONFITTA". «La Errigo cerca solo una scusa per giustificare la sconfitta. E’ lei ad avermi mancato di rispetto dicendomi che io non dovevo lavorare con la Di Francisca: ma io sono un maestro di scherma, il mio mestiere è insegnare agli allievi, chiunque essi siano». Così l’ex maestro di Arianna Errigo, Giulio Tomassini, replica alle accuse della fiorettista di Monza dopo la sua eliminazione agli ottavi di finale del torneo olimpico.
«L'unica mancanza di rispetto che ho potuto farle è stata quella di lavorare con Elisa - ha aggiunto - Quando ha deciso di lasciarmi, mi ha detto 'non ti permettere di lavorare con la mia avversarià. E lei a non rispettare il mio ruolo. Quando allenavo la Vezzali e presi anche lei, allora andava bene? La verità è che aveva bisogno di una scusa per giustificare la sconfitta di oggi».

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