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fidenza

Il violino di Giulia per i concerti di Fiorella Mannoia

di Alessandro Merlini

11 agosto 2016, 23:59

Il violino di Giulia per i concerti di Fiorella Mannoia

«E mò ci divertiamo», le ha detto alla prima prova Fiorella Mannoia in perfetto romano. La fidentina 21enne Giulia Chiapponi deve averci creduto davvero e, preso sottobraccio il suo fidato violino, non ci ha pensato due volte a seguire l’artista nel suo tour estivo in giro per l’Italia. «Fiorella è una persona speciale – spiega Giulia – finito ogni concerto ringrazia ogni singolo componente della band chiamandoci per nome e cognome». La 21enne aveva anche partecipato a dicembre scorso al «Concerto di Natale», in onda su Canale 5, accompagnando con le sue note cantanti del calibro di Anastacia, Cocciante e Nek. «Sono da sempre abituata al pubblico dei teatri, composto e mai rumoroso - dice - quindi partecipare a questi eventi è stato molto diverso: i fan fanno il tifo, urlano e hanno striscioni». Già: fin dai 5 anni Giulia era abituata alla rassicurante ninnananna della buca d’orchestra al Teatro Regio, dove papà Giovanni si esibiva nel coro. «Il suono del primo violino mi cullava», ricorda. A soli 4 anni suonava il piano ma è «a 7 anni che chiesi a Santa Lucia un violino e fui accontentata». Fu amore, di quello che migliora con gli anni: inizia le lezioni a Salso con Antonella Tanetti e a 11 anni accede al Conservatorio dove Grazia Elisabetta Serradimigli (violinista di fama internazionale e «mia seconda madre») la prepara per il diploma. Seguono cinque anni di master tra cui quello all’Accademia di Portogruaro (tra le più importanti in Italia) e tanti altri: «Ho passato l’adolescenza tra gli spartiti anziché al mare con gli amici ma mi sono divertita comunque come una matta». Suona al Regio, al Magnani, con la Filarmonica Toscanini come aggiunta, selezionata tra i migliori studenti del Conservatorio, e con Elio (quello delle «Storie Tese»). La prossima sfida è già in vista: finito il tour andrà probabilmente a Stoccarda alla «Scuola di musica universitaria» per seguire un master di perfezionamento. Il suo lungo curriculum aiuta ma sfondare nella musica rimane questione di fortuna: «Negli ultimi cinque anni i finanziamenti statali alla cultura sono progressivamente andati diminuendo e per riuscire devi essere notata». Oggi il tour con la Mannoia per Giulia è un doppio successo: non solo perché «esibirsi al suo fianco è un sogno ma anche perché venivo da un momento di grande crisi musicale. Mi rendevo conto dell’importanza di partecipare al Concerto di Natale ma dentro ero triste e dovevo sorridere davanti alle telecamere per esigenze televisive». Allora posò il violino per 4 mesi: «Sentivo di aver perso la direzione nella vita». Per un mese decide di cambiare totalmente rotta e diventa barista in piscina a Fidenza. La crisi le costa anche un provino con Mika per il quale era stata selezionata ma che rifiuta. La chiamata della Mannoia invece le ha ridonato la felicità di suonare con il sorriso, «tranne quando devo suonare la canzone finale di ogni concerto di Fiorella: «Quello che le donne non dicono». Solo lì mi commuovo».