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La birra del ciclista

di Andrea Grignaffini

11 agosto 2016, 23:56

Questa è una storia alquanto curiosa più per necessità che per volontà. Correva l’anno 1922 e in un sobborgo di Monaco di Baviera in Germania, il proprietario di una taverna, tale Franz Xaver Kugler, si vide invadere, in un assolato mese di giugno, il suo locale da ben tredicimila ciclisti di passaggio per un momento di ristoro. Nonostante la sua cantina fosse ben rifornita a birra capì subito che non sarebbe mai riuscito a soddisfare la sete di tutti quegli sportivi, così, come si suol dire “la necessità aguzza l’ingegno” e il nostro “gastronomo” pensò bene di miscelare le sue birre con succo di limone, giustificando il suo operato con il fatto che quelle erano birre tipiche proprio per i ciclisti in quanto essendo meno alcoliche e più rinfrescanti avrebbero evitato incidenti. E da qui nacque la parola tedesca “Radler” (ciclista) decretandone da subito un grande successo per la piacevolezza e la leggerezza della bevanda gradita anche a chi non ama troppo il gusto amaro della birra. E fu un successo, tanto che oggi possiamo fare una panoramica in giro per l’Europa e conoscere le Radler mitteleuropee.

In Tirolo e Baviera si gusta la Pilsner o Lager con la limonata, detta “Schnee Radler” ovvero “Radler delle nevi” servita in particolare sulle Alpi austriache. A Berlino si consuma una birra tipica di fumento “Berliner Weisse”, molto conosciuta già nel 1500 e con un exploit di vendita tre secoli dopo, dall’aspetto lattiginoso, dal sapore acidulo, un mix con succo di frutta, che la colora nel bicchiere. Tipica di Amburgo l’Alsterwasser, una bionda con Sprite, è preparata con ½ di Weizenbier e rimanente limonata. Il nome richiama il fiume Alster che attraversa la città dalle acque limpide e fresche come la bevanda. Sempre in zona troviamo una “Russ” o “Alserin”, rispettivamente un insieme di birra chiara o di frumento e limonata. Spostandoci nel Regno Unito negli anni ‘70 era di moda un drink a base di Lager e lime, detta “Shandy”. In Francia troviamo la “Panaché”, una birra mescolata alla “limonade”, limone e soda, spostandoci nelle Fiandre ecco la “Kivela”, sempre la bionda con la limonata. Scendendo in Spagna si gusta la “Clara” o “Clara con Limòn”, ma se la birra si mescola con limone e gassosa avremo la “Limòn gaseosa”.

Radler in Italia

Questa tipologia di birre nasce nel nostro Paese attorno agli anni 50/60 quando per dissetarsi con una birra meno strong e più leggera si aggiunse la gazzosa mantenendo così un tasso alcolico controllato e soprattutto con la soddisfazione di dissetarsi molto piacevolmente.

Nel tempo la Radler ha trovato ampio spazio in alcuni birrifici italiani che in questi ultimi anni hanno lanciato diverse tipologie di bionde mescolate con succhi di frutta, limone in primis, tutte leggere, rinfrescanti e dissetanti, soprattutto nella stagione calda da gustare fredda in qualsiasi ora del giorno. Dalla Heineken, alla Peroni, alla Dreher, alla Moretti presentate in diverse versioni.

Sorprendentemente rinfrescante e leggera la Dreher Limone, una bionda analcolica per godersela nelle accaldate giornate estive, accattivante anche la Dreher Pompelmo Radler (solo il 2% di alcol), infine l’ultima nata la stravagante Dreher Tè, la prima bevanda alcolica a base di birra e infuso di tè. Sempre italianissima al 100% la Peroni Chill Lemon, dal gusto giovane e allegro. Birra Moretti, quella che sta marciando più forte in questo settore propone la Radler Limone, una giusta combinazione tra birra e succo di agrumi italiani, la Birra Radler Chinotto, perfettamente equilibrata tra birra e chinotto di Savona, e la Radler Gazzosa, esaltata dai limoni calabresi. Chiudiamo con Ichnusa Limone, una specialità sarda da bersi magari direttamente sull’isola d’estate.