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EMERGENZA

Via Verona «presidiata» da 15 spacciatori

11 agosto 2016, 09:30

Via Verona «presidiata» da 15 spacciatori

Silvio Tiseno

Nel parco di via Verona è attivo un vero e proprio supermarket dello spaccio, aperto 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

Per rendersi conto della portata del fenomeno basta recarsi nella via in una qualunque sera infrasettimanale: oltre 15 stranieri stazionano nella zona delle panchine poste al centro del parco, come una sorta di campo base per il continuo via vai di pusher in bicicletta che dopo una breve sosta, durante la quale probabilmente vengono «depositati» i soldi appena incassati, ripartono alla volta di via Venezia, via Trento e via Palermo. Non c’è alcun timore da parte dei pusher, appena si entra nel parco arrivano in due a chiedere se serve qualcosa.

L’offerta è ampia: marijuana, eroina e cocaina. Se una volta entrati nel parco non si acquista nulla scatta subito il campanello d’allarme e da due i pusher diventano cinque e, senza troppi giri di parole, ti chiedono «cosa ci fai qui?». Dall’altra parte della strada c’è invece un gruppo di residenti, confinati in una piccola area verde, che racconta di una situazione insostenibile fatta di paura e tensione. «Il parco è ormai off limits per tutti noi, ci sono risse frequenti e la totale mancanza di rispetto sia per i beni pubblici che per la proprietà privata – raccontano i cittadini -. Capita spesso, infatti, di trovare feci e sporcizia nei cortili dei palazzi e in più episodi lo spaccio si è spostato dai marciapiedi all’esterno delle abitazioni, rendendo la situazione ancor più difficile da sopportare».

Per i residenti lo spaccio non ha segreti ed emergono testimonianze di abitudini e luoghi di ritrovo dei pusher nigeriani. «Nelle ore diurne il punto di ritrovo alternativo al parco è un’agenzia di scommesse sportive, l’area utilizzata come toilette è invece dietro ad alcune piante nel parco mentre la droga viene nascosta nei vasi davanti all’ufficio postale di via Venezia e in alcuni bidoni per la raccolta di indumenti usati – spiegano i residenti -. Siamo a conoscenza delle loro abitudini perché tutto ciò avviene alla luce del sole, alla presenza di tutti, non hanno la benché minima paura di eventuali interventi da parte delle forze dell’ordine». Tra gli abitanti di via Verona c’è chi, come il 33enne Christian Corsani, ha deciso di arrendersi e trasferirsi altrove: «Vivo qui da 7 anni ed era un quartiere in cui si stava bene, ora però ho un bambino di 20 mesi e non posso permettere che cresca in un posto come questo. Dispiace essere arrivati a prendere questa decisione, ma qui viviamo in un luogo degradato e siamo stati abbandonati dalle istituzioni: non c’è un reale presidio di polizia e il Comune non si preoccupa di tenere le aree pubbliche in condizioni perlomeno decenti».