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"Equivoci e bugie": il mistero londinese del civico otto

di Isabella Spagnoli

12 agosto 2016, 23:41

Un romanzo d’esordio sorprendente quello di Joanna Cannon che nel suo: «Equivoci e bugie» (Corbaccio) riesce a tessere una storia capace di catturare l’attenzione del lettore dalla prima all’ultima riga, trascinandolo nel vortice di una trama ottimamente congegnata, per nulla banale e densa di risvolti psicologici. Protagoniste sono Grace e Tilly, due bambine, amiche del cuore, che abitano in una piccola cittadina inglese, teatro di un vero e proprio dramma. Mrs Creasy, del civico 8, è scomparsa. Gli abitanti del paese danno la colpa al caldo afoso che avvolge e strade e le case, ma le due piccole non la pensano allo stesso modo. «Il sabato mattina Tilly e io eravamo sedute sul muretto fuori di casa mia a dondolare le gambe come pendoli contro i mattoni. Guardavamo casa Creasy. La porta era spalancata e le finestre tutte aperte, come per agevolare il rientro a Mrs Creasy. In garage Mr Creasy prelevava scatoloni da pile altissime e ne esaminava minuziosamente il contenuto. «Credi che l’abbia ammazzata lui?» domandò Tilly. «Niente di più facile» risposi. Feci una breve pausa prima di rilasciare l’ultimo bollettino. «E’ sparita senza portare via nemmeno un paio di scarpe». La scomparsa improvvisa della donna dà il via a una serie di domande, sospetti, supposizioni che dilagano a macchia d’olio fra gli abitanti della cittadina, dominata dall’afa e dalle menzogne. Ispirate da una predica del vicario della parrocchia locale, le due amiche, cominciano ad investigare animate da un unico credo: se il nostro cuore ci permette di trovare Dio, anche Mrs Craesy può essere ritrovata e ricondotta a casa. Instancabili, in cerca di indizi, Grace e Tilly, scoprono una rete di segreti e bugie, legati ad un fatto accaduto tempo prima. Si troveranno, quindi, al cospetto di una storia molto più grande di loro, architettata da adulti pavidi e meschini. Giallo, ma anche romanzo di formazione: «Equivoci e bugie», mette a confronto il mondo pulito e fresco dei bambini con quello rancoroso e torbido dei «grandi», capaci di inimmaginabili nefandezze. Predominante, nel romanzo, è la paura del diverso che contagia gli adulti, incapaci di capire che, alla fine, il diverso è ognuno di noi. Un romanzo che andrebbe assaporato ma che facilmente divoreremo sotto l’ombrellone. Equivoci e bugie di Joanna Cannon - Corbaccio, pag. 393,  euro 16,90