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Vacanze alternative

Elisa, sulle Alpi per proteggere i greggi da lupi e orsi

12 agosto 2016, 07:00

Elisa, sulle Alpi per proteggere i greggi da lupi e orsi

Mara Varoli

Alla prova costume ha preferito la tuta da lavoro e gli stivali di plastica, con la punta di ferro, all'happy hours delle spiagge romagnole le montagne del bergamasco e alla folla di Ferragosto i greggi dei pastori della Val Seriana, nelle Alpi Orobie. Ventidue anni, la parmigiana Elisa Signorini ha scelto una vacanza alternativa faticosa ma affascinante, nel silenzio della natura e a tu per tu con mucche e agnelli. Dopo aver frequentato il liceo scientifico Marconi, si è iscritta alla facoltà di Agraria all’Università Cattolica di Piacenza, dove frequenta il terzo anno. Ha appena terminato un corso Cai, è stata milite dell’Assistenza pubblica, ora in pausa per motivi di studio, e pratica la disciplina Muay Thai. Nelle ultime estati ha contribuito alle spese universitarie non andando in vacanza, ma lavorando: due campagne del pomodoro alla «Rodolfi». «L'università è un impegno economico non indifferente e se non ho altre spese è meglio - dice Elisa -. E quindi preferisco non pesare troppo sulla famiglia. E' per questo motivo che ho fatto certe scelte». Quest'anno partecipa al progetto «Pasturs» del Wwf: Elisa è stata selezionata come volontaria tra un centinaio di persone. Un progetto pensato per aiutare i pastori a difendersi dall’arrivo dei grandi predatori, in questo caso lupi e orsi, attraverso la formazione di volontari: «A me piace molto la montagna e con il Cai ho fatto delle escursioni bellissime - confessa Elisa -. E con questo progetto del Wwf ho unito la zootecnia con l'amore della montagna. Una grande occasione: la montagna è molto rilassante, la montagna ti dà tanto. Oltre al fatto che non avevo voglia di stare in mezzo a tanta gente e soprattutto al mare. Preferisco stare accanto agli animali. Come ha detto il pastore Silvestro, "Ti dà di più questo cane che dieci persone"». In luglio, Elisa è stata una settimana in una malga all’alpe Manina in Val di Scalve con vacche e pecore, mentre in agosto per 15 giorni all’Alpe Cardeto e agli spiazzi di Gromo in Val Seriana, dove segue un gregge di 500 pecore con il bastardino Fiume e Rapido, anche lui di una razza non ben definita: «Dormo con il pastore Silvestro, l'aiutante Pietro e un altro volontario che si chiama Flavio, in una baita con due stanze e un magazzino - continua Elisa -. Il bagno non c'è e ci dobbiamo arrangiare. Mi alzo alle 7,30, per essere in mezzo alle pecore verso le 9. Ci muoviamo lungo l'alpeggio: è il pastore che decide in che zona spostarsi in base a come è l'erba. Fin che le pecore non hanno mangiato non le possiamo rinchiudere di nuovo. Tre ore di camminata e poi si torna in baita per il pranzo. Formaggio e salume sono sempre sul tavolo, poi a turno si cucina pasta o carne. E devo dire che è piaciuto molto il mio risotto allo zafferano: insomma, mi hanno detto che ho passato la prova pastore». Riposino pomeridiano e verso le 16 si ricomincia a camminare per portare in giro le pecore: «E ogni due giorni si sposta il recinto: le pecore non possono stare nello stesso posto - prosegue - e ci si avvicina così a nuovi prati per mangiare».

La prima settimana, invece, Elisa ha seguito le vacche con il pastore Andrea in Val di Scalve: una cinquantina di animali in lattazione. «Le vacche erano dentro una zona recintata che ogni giorno si allargava affinché gli animali potessero avere l'erba fresca - ricorda Elisa -: alla mattina lo facevamo per le vacche e al pomeriggio per le manzette. Ho dato anche il latte ai vitelli e non ho più paura delle vacche: sono animali che si spaventano con niente. Un giorno siamo andati a trovare un altro pastore, che ci ha invitato a pranzo con formaggio e salame: è stato molto bello. Ho conosciuto anche un cacciatore, che mi ha portato a vedere prima dell'alba i cervi, quando escono del bosco». Nella seconda settimana con il pastore Cristian a Cardeto ha seguito le pecore con tre cuccioli maremmani di cinque mesi: «Solo a Cardeto ho trovato una baita con il bagno - sottolinea la simpatica Elisa -. Fino a questo momento non abbiamo incontrato né lupi né orsi, ma sono predatori che possono sempre arrivare. Si cerca di aiutare il pastore a proteggere il gregge attraverso tecniche preventive. Tecniche che principalmente riguardano il recinto elettrificato, che è quello che spostiamo, e la presenza di maremmani nel recinto di notte». La divisa di Elisa? Tuta da lavoro con stivali di plastica con la punta di ferro per mungere, oppure pantaloni da trekking, felpa e giacca a vento: «No - risponde - non rimpiango il costume e nemmeno i vestiti lunghi e i tacchi alti. Anche se forse sarebbero più comodi dei scarponcini alti: qui si cammina fuori sentiero nell'erba alta e si può scivolare facilmente. Non a caso nel pascolo nuovo sono caduta tre volte». Un'esperienza particolarmente arricchente per Elisa: «A parte la scorta di aria buona, ho visto panorami incantevoli e mi sono adattata bene, nonostante l'ambiente diverso dalla mia quotidianità. Un'esperienza che - conclude - consiglierei a tutti. Anche se non è per tutti, perché è molto impegnativa. Ma è meravigliosa: ti fa scoprire un altro mondo».