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EDITORIALE

Fusione Salso-Fidenza: una strada in salita

di Leonardo Sozzi

12 agosto 2016, 22:45

Quando nel marzo del 1999, in Municipio a Fidenza, 11 sindaci firmarono l'«Accordo per il coordinamento intercomunale dei servizi dell'Area Ovest della provincia», dando vita di fatto al percorso che da lì a pochi anni avrebbe portato alla nascita dell'Unione Terre Verdiane, l’allora sindaco borghigiano Massimo Tedeschi - promotore e deciso sostenitore dell’iniziativa - disse: «Con questa scelta potremo coordinare i servizi per aumentare la qualità di quest'area. Ma c'è anche una valenza politica: l'accordo servirà a dare una struttura istituzionale alla nostra zona per aumentarne il peso a livello nazionale». Fu applaudito tra grande entusiasmo. Tutti erano convinti che l’Unione avverrebbe portato sicuri benefici per il territorio.

Ora, a 17 anni da quella firma, tutti - grandi e piccoli Comuni - vorrebbero concludere al più presto l’esperienza delle Terre Verdiane mettendoci una pietra sopra. Cosa che, però, non è possibile. Perché i Comuni che ne fanno parte sarebbero costretti a ripianare, subito, i debiti accumulati dall’ente, con evidenti problemi di bilancio. Allora si è deciso di tenere in vita l'Unione, facendola sopravvivere grazie a Salso e Fidenza che - guidati da due giovani sindaci dello stesso colore politico - potranno nei prossimi anni costruire un percorso di collaborazione e condivisione sempre più stretto. Potrà arrivare, questo percorso, a una fusione vera e propria? La Gazzetta, ieri ha aperto il dibattito con un’intervista ai due sindaci. Oggi parlano i cittadini.

Il salsese Fritelli è il più possibilista: vede, in un futuro non troppo lontano, l'opportunità di creare un unico Comune da circa 50mila abitanti. Certo, sa che prima dovrà risolvere la questione Terme, ma pensa a quello che sarebbe il primo caso in Italia: la fusione di due Comuni di queste dimensioni. Meno convinto il sindaco di Fidenza Massari, forse perché, a fronte di una più lunga esperienza da amministratore, è il più «scottato» dalla vicenda Terre Verdiane. Lui pensa piuttosto a un'unione aperta anche ad altri comuni limitrofi: Medesano, Noceto e la piacentina Fiorenzuola.

Il percorso, non c'è dubbio, è ancora lungo e in salita. Bisogna analizzare bene la questione, ascoltare con attenzione chi sta già vivendo questa esperienza ed essere veramente convinti che possa essere la strada giusta. E, se un giorno si deciderà di fondersi, convincere i cittadini che per legge dovranno dire la loro con un referendum. Da salsese posso immaginare quanto possa essere difficile persuadere gli abitanti della città termale, per i quali tutto quello che accade oltre Ponte Ghiara è come se fosse accaduto in Perù. E quelli del Borgo? Che, diciamocelo, vedono i salsesi come quelli con la puzza sotto il naso, quelli che non sono stati capaci di valorizzare un paese con le acque termali migliori d'Europa? Criticandoci, per poi però venire a mangiare il gelato nelle afose sere d'estate?

La questione, qualcuno dirà, non va banalizzata. Sacrosanto. E allora informiamoci, parliamone, approfondiamo il tema. E alla fine - dopo tutte le valutazioni del caso - se crederemo che potrà portare veri benefici ai cittadini ben venga la fusione.

Se invece dovesse emergere che sarebbe solo un modo per avere soldi da spendere senza poi creare un futuro migliore per il territorio allora meglio lasciar perdere. E che Ponte Ghiara continui a fare da confine. Tanto, a Salso, un gelato per i borghigiani ci sarà sempre.