Archivio

truffa

Il finto avvocato se ne va coi gioielli. Ma finisce nella rete

12 agosto 2016, 18:14

Il finto avvocato se ne va coi gioielli. Ma finisce nella rete

La truffa era stata quella più odiosa, che colpisce al cuore e manda in tilt la lucidità: "Sono un avvocato, vostro figlio ha investito una persona con la sua auto: è nella caserma dei carabinieri, se non volete che vada in carcere bisogna pagargli una cauzione di 3mila euro". E a fugare ogni dubbio, era prontamente arrivata la telefonata di quello che si era qualificato come maresciallo dei carabinieri, che confermava l'accaduto e sollecitava l'anziano genitore a pagare la cauzione del figlio.

Era successo qualche mese fa: le vittime abitano nei pressi della stazione ferroviaria e, spaventate, al finto avvocato avevano finito per consegnare i 150 euro che avevano a disposizione, altri 250 euro prelevati al bancomat dove l'uomo li aveva "gentilmente" accompagnati, e poi - una volta rientrati a casa, sempre in "buona" compagnia - si erano sentiti chiedere anche i gioielli per arrivare alla somma necessaria per la cauzione.

A quel punto l'anziana aveva avuto dei dubbi e aveva provato a chiamare il figlio, ma appena sollevata la cornetta aveva sentito la voce del "maresciallo" che, stizzito e con tono minaccioso, le diceva che non aveva tempo da perdere e che se non le interessava niente del figlio poteva far quello che voleva: lui lo avrebbe arrestato e portato in galera. Risultato? Anche una catena in oro rosso per orologio da tasca, due fili in oro giallo con perle, un paio di orecchini in oro giallo, un paio di orecchini con perle ed un anello erano spariti insieme ai soldi e al truffatore. E il figlio della coppia rientrato a casa ovviamente ignaro.


Gli investigatori della Sezione Antirapine hanno provveduto subito ad acquisire le immagini della telecamera posizionata sul bancomat dove le vittime avevano effettuato i prelievi di denaro poi consegnato al truffatore. E la svolta è arrivata pochi giorni dopo, quando l'anziano truffato è tornato negli uffici della Squadra Mobile raccontando di aver appreso da un amico di Milano, al quale aveva raccontato la sua disavventura, che un "habituè" di truffe simili era stato arrestato da poco. Ha chiesto di poterne visionare la fotografia, e subito l'ha riconosciuto: C.F., 40 anni, origine napoletana.  Come confermato anche dai fotogrammi delle telecamere della banca.
C.F. è stato indagato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Parma per il reato di Truffa in concorso.
Da notare - sottolineano le forze dell'ordine - che il finto maresciallo che ha telefonato a casa delle vittime, dopo il primo colloquio non ha riagganciato mantenendo occupata la linea e riuscendo a bloccare la donna quando ha tentato di chiamare il figlio. E l'invito è sempre quello: prestare molta attenzione.