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Lalatta

E' morto Rino Agostini

14 agosto 2016, 10:26

Enrico Gotti

È morto Rino Agostini, anima sorridente, generosa e genuina di Lalatta del Cardinale. Aveva 61 anni, ne avrebbe compiuti 62 fra pochi giorni, il 26 agosto.

Ieri mattina, mentre era nel bosco, nell’appennino in cui era nato e cresciuto, ha avuto un infarto che non gli ha lasciato scampo.

Era sopra a un trattore, all’improvviso si è sentito male, si è fermato, è sceso e si è accasciato. Stava andando alla ricerca dei funghi, non era solo, fortunatamente chi era con lui ha fatto partire la chiamata ai soccorsi.

Da Parma si è levato in cielo l’elisoccorso, nel frattempo da Lalatta, alcuni abitanti sono partiti, per andare da lui, a bordo di un altro trattore, nel posto dove le auto non arrivavano, sul monte Botta, vicino al Monte Caio. La corsa, però, è stata inutile, perché i soccorritori non potevano rianimarlo e salvarlo. È stato quindi trasportato verso il paese, portato nella casa in cui era nato. Rino Agostini viveva da una vita a Casagalvana, nel Comune di Tizzano, insieme all’amata moglie Annalisa.

Ma nel borgo confinante di Lalatta del Cardinale, del territorio di Palanzano, tornava sempre, a mettere a posto la casa degli avi, che è semplice, di sassi, all’ingresso del borgo, o per lavorare, dare una mano ogni volta che ce ne fosse bisogno.

Rino era così: aveva una simpatia contagiosa, e un carattere generoso, sempre a disposizione per aiutare il paese, ad accompagnare qualcuno a macinare il grano, a tagliare la legna.

Lalatta perde una delle sue figure più rappresentative e conosciute, il paese ha appreso con sgomento la notizia della morte. Gli amici di una vita ricordano i suoi scherzi epici, di quando era ragazzo, la sua capacità di far sentire in festa una comunità, con le sue battute e le sue trovate. La generosità contraddistingueva anche la sua famiglia, un punto di riferimento del paese, con la casa sempre aperta a tutti: suo papà Adelmo, che suonava con maestria le campane della chiesa di Lalatta, sua mamma Italina, capace di far sentire a casa chiunque, pronta a offrire da mangiare, a ospitare in casa durante le feste in cui si riuniva tutto il paese, come la Festa di Santa Maria, il 15 agosto, la sagra del paese, in cui viene portata nel borgo e in piazza la statua della Madonna, mentre il giorno prima, il 14 agosto, c’è la processione dalla chiesa al cimitero, con le candele portate da tutti, dai bambini agli anziani.

Questa volta sarà un ferragosto diverso da quello degli anni passati, senza Rino.

La sua morte ha scombussolato tutta la tradizione: al posto della messa di Santa Maria e della processione, lunedì 15 agosto, ci sarà la messa per dire addio a Rino Agostini, con il corteo fino al cimitero di Lalatta; sarà il modo per tutti quanti si ritrovano ogni anno nel piccolo paese sulla montagna per abbracciare la moglie Annalisa e i parenti tutti, per ricordare una persona che lascia un grande vuoto nella gente.

Aveva lavorato una vita nella Simonazzi, e da poco tempo era in pensione. Amava i funghi, il buon mangiare, la compagnia. Sapeva «ballare» sulle difficoltà e far ridere nei momenti difficili, amava il posto in cui era nato e la sua gente, anche quando doveva andare a Parma poi tornava sempre su, fedele alla montagna come lo può essere un tifoso ad una squadra e lui era interista. Faceva la legna, e il fieno, come aveva imparato dal padre. Era una persona su cui poter contare sempre, che rallegrava la vita in montagna – dicono gli amici.Stasera si terrà alle 9 il rosario, in chiesa a Lalatta del Cardinale, e domani, 15 agosto, alle 9.30 ci sarà il funerale, sempre nella stessa chiesa.

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