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SALSO

La storia di Alain, che insegna a volare sulle onde

14 agosto 2016, 10:27

Alessandro Merlini

Una vela e il cielo sopra la testa, una tavola e il mare sotto i piedi. A volte per ricominciare (o per cominciare) davvero a vivere non serve altro. Di certo è stato più che sufficiente al 40enne salsese Alain Pederzani che da quattro anni si è trasferito in Sicilia, nella ventosissima Marsala, per fondare un’associazione di kitesurf: la Kts (Kite tour Sicily). Uno sport relativamente recente nato nel ‘99 come variante del surf: alla tavola è stato aggiunto un aquilone collegato a una barra con fili che permette a chi lo pratica di sfruttare la forza del vento per lanciarsi in spettacolari acrobazie aeree anche a svariati metri di altezza.
Intervistarlo non è facile, è sempre al lavoro: «Scusa oggi non posso, ho quattro allievi», «Rimandiamo dai. Il vento è perfetto». Il suo tempo d’altronde non si misura in minuti e secondi ma in onde e nodi e nella sua vita c’è sempre stato il lavoro al primo posto. Prima di iniziare tutto, fin dai 14 anni, la sua vita trascorreva infatti tra una fabbrica e l’altra: «I miei genitori hanno divorziato quando ero piccolo e in casa c’era bisogno di soldi». Così la sua istruzione si ferma alla 3ª media. Tra le tante occupazioni, per nove anni lavora come operaio in un’officina grafica e per altri quattro è capoturno in una società di riciclaggio. In tutto questo tempo nonno Bruno «è come un padre».
Senza sosta gli consiglia di essere amico con tutti e poi di valutare con il tempo le persone, «piuttosto si faceva fregare ma non è mai venuto meno a questo suo principio». Nonno Bruno si spegne però nel 2011 dopo una lunga malattia. Alain rimane al suo fianco fino alla fine. La sua scomparsa gli dà la forza di provare a fare qualcosa per lui: «Niente mi legava più a Salso e già cinque anni prima stavo maturando l’idea di trasferirmi. Avevo conosciuto il kite tramite un collega. Mi innamorai subito». Più di tutto gli piaceva «quel senso di libertà assoluta che hai quando sei in aria tra mare e cielo». Alla sera, dopo i turni, segue un corso per diventare barman e poi si licenzia: «Per te un posto ci sarà sempre», gli dice il proprietario. In valigia non ha molto: qualche spicciolo (tanto che per sei mesi dorme in una tenda) e il principio del nonno. E’ forse grazie a quest’ultimo che presto diventa amico di tutti, lavora sodo come la vita gli ha insegnato e in due anni avvia ben due locali di successo (uno sfiora i 72mila euro di incasso il primo mese). Poi va in Calabria per prendere l’abilitazione di istruttore di kite tramite Massimiliano Piona (esaminatore internazionale), un vero e proprio scoglio: su otto aspiranti passano solo il salsese e un collega. In Egitto si reca a lavorare come istruttore e conosce anche Ludovica, la sua attuale compagna: «Lavorava come segretaria della scuola e fu lei a fare la prima mossa. Io rifiutai il primo appuntamento, non avevo tempo per altro che non fosse il kite». Alla fine è costretto però alla resa e i due si innamorano, attualmente vivono insieme in Sicilia. Oggi Alain, da marzo a ottobre, insegna a oltre 150 turisti quel senso di libertà che tutti dovrebbero provare almeno una volta. Quello che ti fa misurare il tempo in onde e nodi, piuttosto che in minuti e secondi.