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IL CASO

Niente casa per le nigeriane vittime di violenza

14 agosto 2016, 10:19

Niente casa per le nigeriane vittime di violenza

Chiara Pozzati

Il progetto c'è. Si tratta di creare una casa d'accoglienza in emergenza per ospitare almeno sei donne nigeriane sole, vittime di violenza o in fuga dalla tratta. I soldi pure: perché l'associazione «Festival of praise&care», costola della comunità nigeriana di Parma e provincia, si è autotassata per garantire un fondo. Non solo: pure l'assessorato al Welfare si fa da garante. Insomma, sulla carta tutto è pronto. Manca solo la sede. Qualcuno che affitti un trilocale all'associazione, sfidando i pregiudizi. Un'impresa ardua, visto che Mabel Adenitive, pastora e al timone dell'associazione, da mesi sta tentando di reperire un alloggio. Le trattative coi padroni di casa parmigiani prendono il via senza troppa fatica, «ma s'incagliano appena spunta la parola Nigeria».

Parla con un velo di amarezza negli occhi Mabel, che si è presentata al Duc insieme al marito Michael, a Irene Akingboju e alle giovanissime universitarie e insegnanti d'italiano, Stephanie Akingboju e Victoria Inioluwa Olumboyo. Un incontro che ha visto l'assessora al Welfare, Laura Rossi, scendere in campo e metterci la faccia, insieme a una delle operatrici comunali, Silvia Chiapponi. «Come Comune, come assessorato al Welfare, siamo impegnati da anni a sensibilizzare le comunità del territorio per far sì che diventino sempre più un punto di riferimento per i concittadini in difficoltà. L'obiettivo è quello di pensare insieme a soluzioni e creare una rete», sottolinea la Rossi.

Tra i sodalizi che, con entusiasmo e spirito d'iniziativa, hanno accolto l'appello dell'amministrazione spicca sicuramente quest'associazione. Che ha dato il via a una nutrita serie di iniziative. Basti pensare al corso d'italiano gratuito per i concittadini. L'unico che in questo mese di agosto non è «andato in ferie» e si sta prodigando per seguire passo a passo anche chi ha più difficoltà. Infatti gli insegnanti - tutti volontari e soci dell'associazione - parlano sia in inglese che in italiano, «per garantire la continuità con gli studi intrapresi durante l'inverno, ma soprattutto per una maggior immediatezza nell'apprendimento». Poi nel corso dell'anno ci sono le attività per la socializzazione, il concerto dei cori gospel, la voglia d'intraprendere iniziative sempre nuove. Ma quello dell'appartamento per le donne sole e maltrattate rimane per ora un sogno.

«Si tratterebbe di accogliere in seconda battuta le giovani nigeriane che hanno concluso il percorso d'emergenza del Comune - spiega la Rossi -. A sostenerle, in questa fase, sarebbe una vera e propria équipe composta da volontari ma anche educatori italiani e figure specifiche, come operatrici ad hoc. Ecco perché lanciamo questo appello assicurando che il Comune può seguire passo a passo la registrazione del contratto: c'è il fondo garantito dal sodalizio, ma anche la garanzia della retta d'inserimento e volendo anche un fondo per eventuali danni subiti».

Insomma le garanzie ci sono, bisogna solo vedere se riescono a scalzare i pregiudizi. Chi volesse contattare l'associazione, può farlo alla mail festivaloffpraise@libero.it.

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