Archivio

Olimpiadi

Ryan Lochte e altri 3 nuotatori rapinati: "Mi hanno puntato la pistola alla testa"

I banditi erano travestiti da poliziotti

14 agosto 2016, 22:03

Ryan Lochte e altri tre nuotatori degli Stati Uniti sono stati rapinati nella notte di Rio de Janeiro mentre tornavano al villaggio atleti da una festa. La conferma è arrivata dal comitato olimpico americano, dopo che l’episodio era stato denunciato dalla madre di Lochte e il Cio lo aveva definito «assolutamente non vero».
Il gruppo di quattro nuotatori è stato fermato da tre persone vestite da poliziotti con le armi, che li hanno derubati di soldi e altri beni e poi li hanno lasciati andare. 
Insieme a Ryan Lochte c'erano Gunnar Bentz, Jack Conger e Jimmy Feigen, ha annunciato il comitato olimpico statunitense. I quattro nuotatori, che al momento dell’aggressione avevano appena lasciato Casa Francia, stanno ora cooperando con le forze di polizia locali. 

DRAMMATICA TESTIMONIANZA: "MI HANNO PUNTATO LA PISTOLA ALLA TESTA". «Prima ci hanno fatto vedere un badge della polizia, poi ci hanno puntato le pistole intimandoci si sdraiarci a terra. Io mi sono rifiutato, ho pensato che non stessimo facendo niente di sbagliato, così non mi sono steso a terra: e mi hanno puntato la pistola alla testa»: è il racconto choc di Ryan Lochte, fatto alla NBC, dei momenti concitati dell’aggressione con rapina a mano armata subita insieme ad altri tre compagni di nazionale dopo aver partecipato ad una festa a Rio. 
A quanto racconta il nuotatore statunitense gli uomini indossavano una divisa da poliziotti e si erano identificati con un distintivo prima di aggredirli e intimargli di stendersi a terra. «Ci hanno tirato fuori dal taxi - ha aggiunto Lochte - i miei compagni si sono stesi terra. Quando mi sono rifiutato, uno di loro ha tirato fuori la pistola e me l’ha puntata in testa, strillandomi di mettermi giù. A quel punto ho alzato le mani. Ci hanno preso i soldi, i portafogli, ma mi hanno lasciato il cellulare e documenti».

Tutte le notizie sulle Olimpiadi di Rio