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Acqueforti di Morandi, maestro dell'incisione

15 agosto 2016, 20:21

Acqueforti di Morandi, maestro dell'incisione

Fino al 18 settembre, il Museo Castello di San Materno ad Ascona (Svizzera) ospita un omaggio a Giorgio Morandi. Esposte trenta opere di cui quindici disegni e undici acqueforti, realizzati tra gli anni Venti e Sessanta del Novecento, e tre oli su tela, significativi esempi di Natura morta.

L’esposizione dal titolo Forme, colori, spazio, luce, prima iniziativa temporanea organizzata negli spazi del Castello, nasce da un progetto della Fondazione per la cultura Kurt e Barbara Alten in collaborazione con il Morat-Institut für Kunst und Kunstwissenschaft il cui fondatore Franz Armin Morat, collezionista e profondo conoscitore dell’opera di Morandi, ha concesso in prestito la maggior parte opere esposte. La rassegna ruota attorno al nucleo grafico composto dai disegni e dalle acqueforti. L’artista, considerato tra i maggiori incisori del XX secolo, trattò la produzione grafica con impegno pari a quello dedicato alla pittura, giungendo ad impadronirsi appieno del mezzo e delle sue possibilità di restituzione dei volumi, delle forme e della luce e raggiungendo esiti altissimi per abilità tecnica e resa poetica. Accanto, i tre oli su tela, offrono un significativo esempio di natura morta: bottiglie, caraffe, vasi di fiori, fruttiere, che hanno caratterizzato la cifra espressiva più riconoscibile dell’artista bolognese; geometrie elementari in cui si esprime la loro stessa essenza visibile, espressione di uno stile originale che ha saputo mantenere intatto pur confrontandosi con le avanguardie, attraverso la mediazione di Cézanne, suo primo riferimento.

La mostra Forme, colori, spazio, luce offre ai visitatori l’occasione di ammirare anche le opere della collezione della Fondazione per la cultura Kurt e Barbara Alten, conservate in permanenza al Castello di San Materno. Il percorso museale si apre con opere di Lovis Corinth e Max Liebermann, che s’inseriscono nelle dinamiche del cosiddetto impressionismo tedesco, per proseguire con gli artisti della colonia di Worpswede, qui rappresentata da Fritz Overbeck, Hans am Ende, Otto Modersohn e Paula Modersohn-Becker. Artisti che scelsero la zona rurale della bassa Sassonia come luogo ideale di fuga dal mondo industrializzato e vi fondarono una comunità artistica, anticipando delle scelte che diverranno programmatiche negli espressionisti della Brücke e del Blaue Reiter. r. ar