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Rotatorie, l'incuria avanza

15 agosto 2016, 08:55

Rotatorie, l'incuria avanza

Per rendere meno noiosi i viaggi in macchina per la città, guidare posando l’occhio sulle rotatorie può essere un bel diversivo. Si va da distese di prato secco rasato a veri e propri monumenti dell’arte topiaria (vale a dire il taglio delle siepi e delle piante con forme particolari ndr) passando per selve incolte e ricettacoli di rifiuti.

Tendenzialmente le rotatorie curate da privati sono mantenute in condizioni ottimali, ma le eccezioni non mancano. Se girando per il centro e per la zona sud e ovest le rotatorie appaiono generalmente abbastanza curate, con alcuni esempi di vera bellezza come si può notare in via Cremonese, all’uscita della tangenziale, dove gli automobilisti possono ammirare una rotonda con un ameno roseto ed un’opera d’arte rupestre dell’artista Vittorio Ferrarini, in altre parti della città la situazione non è delle migliori.

A partire da strada Mercati, dove la grande rotatoria che dovrebbe rappresentare un musicista seduto al pianoforte avrebbe bisogno di una bella tosata: al momento infatti la composizione risulta incomprensibile, più simile ad una massa informe di verde che ad un essere umano che suona. La rotonda tra la Pilotta e il ponte Verdi è paludosa e ripiena di cartacce, ma è spostandosi in zona nord che si va incontro a più di un obbrobrio. Basta imboccare via Forlanini ed ecco apparire in tutto il suo splendore un bosco, con fronde selvagge che coprono anche i cartelli stradali.

Proseguendo, all’incrocio con via dell’Industria, c’è la rotatoria con un’area verde che dovrebbe rappresentare un bel campo coltivato, con vigne e cespugli di rosa canina, un campo di girasoli etc, anch’essa bisognosa di un po’ di manutenzione.

Mentre la terza rotatoria sulla strada è un campo incolto di stoppie. Se si va verso Ugozzolo si nota una rotatoria in cui hanno sì tagliato l’erba, ma che è diventata una specie di bidone dell’immondizia a cielo aperto ed uscendo dallo Spip, su via Burla, all’intersezione con via traversante Ravadese si trova una rotatoria con un bel cespuglio di Ibisco, ma tutto intorno, nello spazio verde, stoppie a non finire. Certo, le rotatorie non possono essere tutte come le due che delimitano gli accessi del Centro Torri, un vero e proprio tripudio d’arte topiaria, un colpo d’occhio di verde dalle forme geometriche che fa bene alla vista, ma nemmeno, come solo pochi passi più avanti, come la rotatoria d’accesso all’Euro Torri, in uscita dalla tangenziale, che da il benvenuto nel quartiere San Leonardo, con ciuffi spelacchiati d’erba e rifiuti a go go.

C.P.

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