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il caso sospensione

Pizzarotti: "Nessuna traccia del regolamento M5s?"

16 agosto 2016, 12:06

Pizzarotti:

"Saranno le ferie e il caldo, ma del regolamento che doveva uscire il giorno dopo, e poi la settimana dopo, se ne hanno tracce? :)". E' il tweet tardo-ferragostano di Federico Pizzarotti, che dalle ferie non rinuncia a punzecchiare i vertici del Movimento che lo hanno sospeso alcuni mesi fa, dopo la vicenda dell'avviso di garanzia "taciuto" per il caso Regio. 

Pizzarotti si riferisce allle nuove regole del M5s che sarebbero dovute essere votate online dopo l'annuncio datato 20 luglio. In particolare le procedure di modifica del Non-Statuto e del Regolamento, dopo la sentenza del tribunale di Napoli che ha disposto il reintegro di 20 militanti espulsi. Un mese fa Pizzarotti aveva scritto una mail a Beppe Grillo, garante e giudice di ultima istanza sulla sua sospensione, chiedendo di pronunciarsi.

Ma da tre settimane abbondanti tutto tace sul blog di Beppe Grillo. Nel frattempo, 11 consiglieri della maggioranza 5 Stelle a Parma hanno preso l'iniziativa di annunciare l'autosospensione dal Movimento come forma di protesta per il silenzio - e quindi le "non decisioni" - sulla vicenda Pizzarotti.

PERCHE' IL "NON-STATUTO" VA CAMBIATO. Ad obbligare ad una riscrittura delle regole interne del Movimento, che si affida ora ad una disciplina definita «Non Statuto», è una sentenza del Tribunale di Napoli che recentemente ha accolto il reclamo di una ventina di attivisti partenopei espulsi dal Movimento grillino, riammettendoli. Un verdetto che porta in seno il rischio di una moltiplicazione di ricorsi, non ultimo quello del sindaco di Parma, sospeso da maggio e, in attesa di un pronunciamento definitivo, incerto su quello che sarà il suo futuro politico in vista delle prossime elezioni comunali. Con Pizzarotti, per altro, si sono autosospesi 11 consiglieri comunali M5s per solidarizzare con il sindaco.
Di qui l’urgenza per il Movimento di correggere lo Statuto in modo da far decadere anche le richieste di reintegro. Per questo il blog aveva fissato per il 21 luglio la data di inizio delle votazioni «per la conferma delle modifiche di aggiornamento al Non Statuto e al Regolamento». Modifiche redatte da uno staff di legali tra i quali risulterebbe anche il nipote del fondatore del Movimento, Enrico Grillo, cosa che ha a sua volta provocato malumori tra alcuni parlamentari non interpellati a dire la loro su un dossier così importante. Fatto sta che il nuovo statuto, formalmente redatto anche in vista della nuova legge sui partiti, non è ancora stato messo in votazione. Slittata la data di partenza del 21 di un paio di giorni e poi di nuovo rinviata, la votazione, che sarebbe dovuta avvenire sul blog «tutti i giorni, week end compresi, dalle 10 alle 21» non è mai partita. Al momento di sicuro c'è solo la dead-line: il 25 settembre, data di chiusura della festa nazionale del Movimento che si terrà a Palermo. Sarà la kermesse annuale, a cui il M5S spera di poter portare portare sempre più gente (grazie anche ad una serie di convenzioni ad hoc stipulate anche con Alitalia e Tirrenia), il luogo da cui Grillo intende ripartire con un Movimento rifondato anche nelle sue regole interne.