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SAN DANIELE PO

I rifiuti del rave party sono ancora in golena

di Michele Deroma

18 agosto 2016, 00:15

I rifiuti del rave party sono ancora in golena

Montagne di rifiuti: sacchi con bottiglie, lattine, addirittura siringhe, a due passi dal Grande Fiume. E' il triste scenario che da oltre un mese caratterizza la golena del Po, sotto il ponte Verdi che collega i comuni di Roccabianca e San Daniele Po.
Il desolante scenario è quanto rimane dal rave party che, esattamente un mese fa, ha radunato oltre mille giovani, proprio nella golena del Po, nei pressi di località Zingara.
Gli organizzatori hanno pulito l’area, ma numerosi sacchi di rifiuti si trovano ancora oggi nella golena, come in una grande discarica a cielo aperto.
Rispetto ad un mese fa l’erba è cresciuta e, in alcune zone della golena, nasconde già i depositi di rifiuti, che potrebbero quindi essere raccolti dal Grande Fiume nel prossimo autunno, nel caso di un’eventuale ondata di piena, con il rischio di ulteriori danni ambientali.
Sulla questione si registra un impegno comune da parte di Davide Persico, sindaco di San Daniele Po e di Marco Antonioli, primo cittadino di Roccabianca.
L’anno scorso, il comune di San Daniele – sul cui terreno di competenza si è svolto il rave party - si era accollato un’ingente spesa per lo smaltimento dei rifiuti: quest’anno, tuttavia, Davide Persico ha ribadito, sin dai primissimi giorni dopo il rave party, di «non essere intenzionato a far pesare la pulizia sulle tasche della comunità».
Intanto, i rifiuti restano lì, a pochi metri dal Grande Fiume: «È una situazione vergognosa», questo il commento di Claudio Mora, membro della sezione di Parma dell’Ekoclub e del consiglio Atc, oltre che guardia venatoria. «Qualcuno si deve attivare in breve tempo: è una situazione grave per l’ambiente e per quei turisti che frequentano l’area golenale anche in mountain bike, oltre che per quei cani che tra una decina di giorni cominceranno qui i corsi di addestramento».
Decisamente deluso Paolo Panni, portavoce degli «Amici del Grande Fiume»: «Da tre anni assistiamo al ripetersi di questi rave illegali, iniziative che lasciano solo grandi quantità di rifiuti in un ambiente che sarebbe invece di grande pregio naturalistico e ambientale. È vergognoso che oggi la popolazione dei nostri territori debba sopportare le conseguenze e sobbarcarsi l’immondizia lasciata da queste persone».