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Giallo a Rio

La polizia: "Lochte si è inventato tutto"

La polizia: "E' stata una rissa, non una rapina". Lui ora modifica la sua versione. Due compagni del nuotatore trattenuti in Brasile

18 agosto 2016, 19:14

La polizia:

Si tinge sempre più di giallo la vicenda dei nuotatori Usa a Rio. Il campione americano di nuoto Ryan Lochte e i suoi tre compagni della squadra olimpica Usa, infatti, si sarebbero inventati la storia di una rapina armata ai loro danni a Rio De Janeiro. Lo ha detto all’Associated Press uno degli inquirenti, chiedendo di non essere citato. La stessa fonte ha aggiunto che due dei nuotatori, Conger e Bentz, hanno ammesso di essersi inventati la storia. 

Ryan Lochte intanto ha cambiato la sua versione, parlando alla Nbc. Nel nuovo racconto la rapina sarebbe stata a una stazione di benzina, con il taxi che non voleva ripartire e 2 rapinatori spuntati dal buio. Soprattutto, sparisce la pistola puntata alla testa. "Non è esattamente quel che è successo", ha detto. La pistola sarebbe stata puntata, ma a distanza.

Secondo i media brasiliani, però, la polizia di Rio ha in mano il video del distributore da cui emerge che uno dei quattro avrebbe scatenato una rissa dopo aver danneggiato la porta del bagno al quale era andato.

Due suoi compagni sono stati trattenuti in Brasile e sono stati interrogati dalla polizia. Julius Brink e Jonas Reckerman, i due nuotatori americani, sono stati portati nel posto di polizia dell’aeroporto Tom Jobim di Rio de Janeiro, e interrogati per quattro ore. Il loro avvocato li ha descritti come "molto spaventati". I passaporti dei due sarebbero stati sequestrati da agenti della polizia federale e ora Brink e Reckerman si trovano in un albergo nella zona di Ilha do Governador.

Dopo aver avuto la conferma che Ryan Lochte è già rientrato in America, gli inquirenti stanno cercando di capire dove si trovi l’altro nuotatore James Feigen, che è ancora in Brasile. Ma il comitato olimpico statunitense per ora non ha voluto fornire collaborazione. Feigen comunque avrebbe fatto il check in online per lo stesso volo su cui avrebbero dovuto imbarcarsi i due compagni poi fermati ma non si è presentato al Tom Jobim.