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MONCHIO

Il primo volo dell'aquilotto nato a maggio

23 agosto 2016, 10:17

Beatrice Minozzi

Hanno ormai la «cittadinanza affettiva» dell'Alta Val Bratica, di Riana per essere precisi, e anche quest'anno, su un masso del maestoso Groppo Sovrano, che dall'alto domina il borgo monchiese, hanno riportato in scena la magia della natura. Stiamo parlando degli esemplari di aquila reale che dal 2002 nidificano in una delle valli più incontaminate della zona, la Val Bratica appunto, su un costone roccioso a prima vista inospitale, dove però anche quest'anno è venuto alla luce un piccolo aquilotto.

Un piccolo pullo (così si chiamano in gergo scientifico gli aquilotti che ancora presentano un leggero piumaggio bianco), che proprio nei giorni scorsi si è «involato» ed è quindi uscito dal nido per stabilirsi su un masso a una decina di metri di distanza da quella che da aprile (quando è stato deposto l'uovo da mamma aquila) era stata la sua casa. Verso metà maggio la schiusa dell'uovo, che ha visto affacciarsi al mondo il nuovo nato, di cui però ancora non si conosce il sesso. Per decretare se si tratti di maschio e femmina, bisognerà aspettare di vederlo librarsi in cielo insieme a mamma e papà. Solo allora gli esperti della Lipu, che dal 2003 monitorano il sito di nidificazione, si pronunceranno valutando le somiglianze e le differenze con gli esemplari adulti. Il giovane aquilotto rimarrà in parete con mamma e papà fino a che non avrà imparato a cacciare da solo (cosa che i genitori stanno già provvedendo ad insegnargli facendogli assaggiare ottimi bocconcini di cinghiale, capriolo, lepre, marmotta o ghiro) e quindi fino a fine anno, quando la sua presenza non sarà più tollerata.

A vegliare su di lui, e sulla coppia di neo genitori, i volontari della Lipu, primo tra tutti il delegato regionale Mario Pedrelli, ma anche i tantissimi abitanti di Riana e Casarola che si sono appassionati alle vicende dell'aquila reale in alta Val Bratica. «Negli anni siamo riusciti a trasmettere la nostra passione agli abitanti della zona, che hanno preso a cuore la presenza dell'aquila - spiega Pedrelli -. Quest'anno, addirittura, ad accorgersi per primo dell'involo dell'aquilotto è stato Ermes Valenti, casarolese doc, la vedetta ufficiale del nido, che negli anni si è comprato cannocchiale e treppiede e monitora costantemente il sito di nidificazione».

Sì, perché di acqua sotto i ponti ne è passata dal 2002. Con il tempo, e soprattutto con la nascita del primo aquilotto certificato nella provincia di Parma, il famoso Ciccio (il nome fu scelto dagli alunni di una scuola di Parma) che però in realtà era una «lei», la gente del posto si è affezionata alle aquile che di anno in anno nidificano sul Groppo Sovrano. A loro è stato intitolato il circolo di Riana, «Aquila Reale» appunto, mentre a Casarola è stato costruito dal Parco dei Cento Laghi nel 2010 una torre di osservazione dell'avifauna dalla quale studiosi, appassionati o semplici curiosi possono osservare i maestosi voli di questo affascinante rapace.

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