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CAMPAGNA

Pomodoro, il 40% è già trasformato. Rodolfi: «Prodotto di alta qualità»

24 agosto 2016, 20:30

Pomodoro, il 40% è già trasformato.  Rodolfi: «Prodotto di alta qualità»

Lorenzo Centenari

Il prodotto è buono. Strumenti alla mano, in autunno sulle tavole degli italiani si serviranno salse, sughi e passate di ottima qualità. E questo è garantito nonostante i ritardi nella raccolta e nonostante una concorrenza internazionale che non arretra di un centimetro.

Per il pomodoro da industria, anche nel parmense la campagna 2016 procede secondo i piani. A rassicurare la grande distribuzione e il consumatore finale è Aldo Rodolfi, capogruppo della consulta Conserve vegetali dell’Unione Parmense degli Industriali e vicepresidente della Rodolfi Mansueto di Ozzano Taro. «Quello attualmente in lavorazione – spiega – è un pomodoro di prima scelta e soprattutto sano, caratterizzato da un grado Brix particolarmente elevato. A causa delle basse temperature registrate a giugno, l’inaugurazione della campagna di trasformazione è stata rinviata di una settimana o dieci giorni rispetto alle previsioni. A oggi, tuttavia, il 40% dei volumi della materia prima è già stato trasformato, restituendo un prodotto di alta qualità».

Le proiezioni dei mesi scorsi davano le superfici coltivate su scala nazionale in calo del 5-6%: «In realtà – afferma Rodolfi – la contrazione delle coltivazioni è risultata inferiore, per un impatto quasi trascurabile sulla mole di produzione». In netto aumento è invece il pomodoro «bio»: +42% sulla stagione 2015. «Gli agricoltori – commenta l’imprenditore parmigiano – hanno accettato le richieste del mercato e hanno destinato al biologico buona parte delle proprie coltivazioni». Proprio la trattativa tra produttori e parte industriale aveva in primavera conosciuto un percorso travagliato, sfociato nella determinazione del prezzo della materia prima soltanto a maggio. «Ritiriamo il pomodoro a una cifra inferiore del 6-7% rispetto a un anno fa - spiega -. La competizione dell’industria estera e non solo è tuttavia sempre più agguerrita, e un prezzo di ritiro leggermente più favorevole – aggiunge - è condizione necessaria, ma non sufficiente, per contrastare l’offerta a basso costo che sempre più proviene da altri Paesi». Ai fini di un bilancio complessivo sulla campagna 2016, il mese determinante sarà quello venturo: «In settembre, negli stabilimenti verrà lavorato oltre il 50% dei volumi, ma il trend di settore – conclude Rodolfi - appare già ora confortante. Così come positivo è il dato sull’occupazione: in provincia di Parma, il pomodoro continua a rappresentare fonte certa di lavoro per centinaia di studenti e lavoratori stagionali».