Archivio

terremoto

Il fiuto di Teo, l'esperienza di Luca

Cresci è il primo pompiere partito da Parma: è responsabile tecnico delle unità cinofile di Emilia Romagna e Marche

di Chiara Pozzati

25 agosto 2016, 12:46

Il  fiuto di  Teo, l'esperienza   di Luca

Fiutare la vita sotto le macerie. Intercettare anche solo il più flebile dei lamenti. Li vediamo nelle foto drammaticamente fresche arrivate nel pomeriggio di ieri. “Teodoro” che passa al setaccio cumuli di pietre col suo naso e Luca che lo segue, presenza discreta dal sangue freddo. E’ Luca Cresci, caposquadra dei vigili del fuoco di Parma e responsabile tecnico delle unità cinofile di Emilia Romagna e Marche, il primo pompiere parmigiano ad essere partito all’alba di ieri verso il centro Italia. Con lui l’inseparabile “Teodoro”, Teo per tutti, splendido esemplare di labrador esperto nella ricerca in superficie e tra le rovine di persone vive. Sembra quasi di vederlo, mentre scava senza sosta nel silenzio carico di attese. Il fedele compagno a quattro zampe controlla la montagna di pietre sbriciolate e ricordi, mentre i “colleghi” armati di piccone e tenacia non si perdono nemmeno una mossa. E' l'unica speranza per chi è rimasto sepolto vivo. Era comprensibilmente impossibile contattare Luca ieri: troppo impegnato nella sua missione per rispondere al telefono. Ed è giusto così. Certo è che la sua presenza, come veterano dei cinofili quando ancora in Emilia Romagna si contavano sulla punta di una mano, rimane fondamentale. L’ultima missione che ha visto protagonista il caposquadra 48enne insieme a Teo? La ricerca di persone dopo il terremoto che ha squassato il modenese ormai quattro anni fa. Uno spettro che pesa ancora nei ricordi di tutti. Ma Luca, ben presto, potrebbe essere raggiunto da altri colleghi parmigiani.

Va detto che la preallerta in via Chiavari è scattata in diretta come per tutti gli altri e che i mezzi sono già pronti a lasciare la pancia della caserma alla volta di Ascoli Piceno. E’ lì che è stato allestito il centro di smistamento per i vigili del fuoco, che poi vengono dirottati dove c’è bisogno di loro. Anche Cresci è approdato lì ieri prima di essere spedito dove i crolli hanno spazzato via tutto, eccetto l’ultimo barlume di speranza. La sezione operativa terremoto dei vigili del fuoco di via Chiavari è composta dall’Unità di comando locale (Ucl), il carro crolli, numerosi fuoristrada attrezzati. E se e quando arriverà la richiesta nazionale nove uomini sono pronti a mettersi in viaggio in pochi minuti.

L’Ucl è in sostanza una sala operativa mobile, una sorta di cabina di regia capace di coordinare le squadre sul luogo dell’emergenza. Il cosiddetto carro crolli è invece un’officina mobile e altamente attrezzata, mentre gli altri mezzi sono necessari per raggiungere le zone più impervie e sepolte dalle macerie.

Sono dati tecnici, ma c'è una caratteristica che guida ogni mossa dei pompieri in prima linea. La ricorda il comandante di via Chiavari, Giuseppe Lomoro: «La profonda umanità verso il prossimo. Il terremoto non abbatte solo case, ma anche distanze. Una donna anziana schiacciata dalle macerie diventa automaticamente una madre, una nonna da trattare con tutta la delicatezza e il rispetto possibili».