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Parma in prima linea: partita la colonna mobile

Una decina di mezzi della Protezione civile con cucina di emergenza e posto medico avanzato ha lasciato la città nel primo pomeriggio

di Chiara Pozzati

25 agosto 2016, 13:16

Tutto è pronto per affrontare l’abisso. Le fauci della terra si sono mangiate a rate (contando le centinaia di scosse, di cui oltre la metà superiore al terzo grado della scala Richter) case e ricordi del centro Italia. E la colonna mobile della Protezione civile di Parma è partita nel pomeriggio di ieri. Destinazione: Montegallo, paese di poco più di cinquecento anime nella provincia di Ascoli Piceno.

Siamo ai piedi del Monte Vettore, «ma potrebbe essere solo una prima tappa», dosa con cura le parole Stefano Camin, presidente del Comitato provinciale di Parma delle associazioni di volontariato per la Protezione civile, anche lui in viaggio per raggiungere le Marche. «Non sappiamo cosa aspettarci – spiega l’esperto di lungo corso nelle emergenze, che ieri ha preso parte al vertice fiume in Regione prima di raggiungere gli altri –, si tratta di centri molto piccoli, difficili da raggiungere. La priorità rimane il soccorso: offrire un pasto caldo e un letto».

Così anche Parma scende in trincea. E se i numeri della tragedia sono impressionanti, non da meno sono quelli che segnano la mobilitazione della nostra città. Già dalle prime ore di ieri è scattata l’allerta e alle 14, sotto il sole cocente, la sede di via del Taglio brulica di volontari. Il lungo «serpentone dell’aiuto» è composto da una decina di mezzi tra fuoristrada, ambulanze, pulmini attrezzati per disabili e zeppi di attrezzature mediche e da oltre quaranta volontari. Nella colonna mobile spicca sicuramente il camion cucina d’emergenza – il primo in Regione – in grado, già solo dopo un’ora e mezza dall’arrivo, di mettere a tavola (con un pasto completo dall’antipasto alla cena) circa mille persone. E di sfornarne oltre 600 ogni due ore.

Fondamentale è anche il cosiddetto Pma. Quest’ultimo è il Posto medico avanzato, una sorta di «pronto soccorso mobile» che consente non solo di impartire le primissime cure, ma anche di effettuare valutazioni mediche in base alla gravità della sintomatologia. Il Pma è coordinato dalla Croce gialla Seirs, guidata da Luigi Iannacone, e può contare su oltre venti volontari di Seirs, Anpas Parma, Anpas Traversetolo e Anpas Fornovo. Non solo: la Protezione civile di Fidenza ha inviato due unità cinofile accompagnate dal supporto logistico (componenti dell’Associazione nucleo cinofilo soccorso Fidenza) per raggiungere la colonna mobile regionale a Reggio Emilia.

Ancora impossibile poi stabilire la quantità di generi alimentari frutto delle donazioni delle imprese e realtà nostrane accumulate in passato e che oggi si rivelano fondamentali. Pasta, sughi, salumi, parmigiano, olio: ecco cosa è in grado di fornire da subito la cucina d’emergenza. Non solo: la novità non di poco conto è la presenza del microonde, pensato soprattutto per le madri che necessitano di scaldare il latte per i loro bimbi.

A coordinare le operazioni pre-partenza sono Luigi Iannacone, Daniele Fratta, tecnico dell’ufficio comunale di Protezione civile e Claudio Pattini, responsabile della Protezione civile del Comune. «Il soccorritore non può diventare il soccorso. Naturalmente di fronte a un’emergenza di questa portata c’è tutta la volontà di aiutare, ma rimangono fondamentali metodo, lucidità e organizzazione. Non ci si può improvvisare – commenta Pattini – altrimenti si rischia solo di aggiungere caos». Così, tramite il filo diretto con la Regione, la colonna mobile parte. Sarà un viaggio lungo che durerà fino a tarda notte, con il pensiero continuamente rivolto alle vite spezzate, a case, aziende, chiese, negozi, centri storici e scuole sbriciolati. Ma non ci sono solo paesi ridotti ad ammassi di macerie, c’è la speranza. E per chi è abituato a fare (piccoli immensi) miracoli conta soprattutto quella.