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RIFORMA

Camera di commercio verso la fusione con Reggio e Piacenza

27 agosto 2016, 11:14

Camera di commercio verso la fusione con Reggio e Piacenza

Lorenzo Centenari

Camere di commercio, via libera alla riforma. Da 105, gli enti camerali locali passeranno a 60. Ridotti del 50% anche i diritti a carico delle imprese, mentre il numero dei consiglieri subisce a sua volta un taglio del 30%. Da tempo, alla Cciaa di Parma già si lavora per trarre dal riordino del sistema un'occasione di rafforzamento, anziché di impoverimento. In previsione, l'aggregazione con gli enti di Piacenza, Reggio Emilia e - ancora in sospeso - Modena. Per un «network» tutto emiliano che - come auspicato anche dalla stragrande maggioranza delle associazioni degli imprenditori - possa persino incrementare il livello dei servizi a favore dell'economia dei singoli territori.

La delibera sul riassetto delle Camere di commercio risale al Consiglio dei ministri di giovedì: il decreto prevede in particolare che ogni Regione conservi almeno una Camera, e che le Cciaa i cui registri contano meno di 75 mila imprese iscritte debbano procedere all'accorpamento con le provincie limitrofe.

Quale, quindi, il destino dell'ente di via Verdi? «Le trattative per aggregare la Camera di commercio di Parma con quelle di Piacenza e Reggio Emilia sono in stato avanzato», spiega Andrea Zanlari, presidente della Cciaa di Parma. «Nessuna delle tre raggiunge il limite minimo di imprese iscritte, quindi l'accorpamento è necessario. Anche per ragioni logistiche, l'accordo preliminare prevede che la sede principale resti a Parma».

Tra i sostenitori di una «maxi» Camera di commercio dell'Emilia Ovest figura anche l'Unione parmense degli industriali: «Il percorso di aggregazione è solo all'inizio - afferma il direttore dell'Upi Cesare Azzali -, ma merita di essere portato avanti. Il disegno è quello di un ente che coordini le attività a livello centrale, pur tutelando le specificità di ciascun territorio. L'auspicio, infine, è che al progetto possa presto aderire anche la Camera di commercio di Modena».

I sindacati della Pubblica amministrazione sono in agitazione: si temono ricadute occupazionali. Zanlari tuttavia rassicura: «Sia la Cciaa di Parma, sia quelle di Reggio Emilia e Piacenza, sono attualmente sotto pianta organica. Escludo quindi che l'applicazione del decreto porti a un'ulteriore riduzione del personale, così come mi auguro - aggiunge - che Parma conservi tutte le sue attuali funzioni. Anche perché il taglio del 50% del diritto annuale a carico delle nostre imprese è già in vigore, mentre il numero di consiglieri è inferiore alla quota massima prevista per legge».

Il provvedimento governativo disciplina infine anche la gestione delle aziende speciali camerali, categoria nella quale rientra(va) la Stazione sperimentale per l'industria delle conserve alimentari: «Da azienda di diritto pubblico, la Ssica - spiega Zanlari - è già stata trasformata in Fondazione di ricerca di interesse nazionale».

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