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Il racconto

In pullman con i tifosi gialloblù

28 agosto 2016, 11:01

Michele Ceparano

DAL NOSTRO INVIATO

Il viaggio verso la serie B è iniziato ieri con un pareggio che ha deluso un po' i tifosi. A rispondere presenti all'appello quasi 1200 tifosi arrivati a Modena, per il debutto dei crociati di Apolloni, con quattro pullman del Centro di Coordinamento (tre partiti dal Tardini e uno da Fidenza), in treno e in automobile, mezzi questi invece scelti dai Boys per raggiungere la città della Ghirlandina. E al Braglia, con la voce, i tifosi hanno fatto la loro parte, nel settore Nord dello stadio, per incitare Lucarelli e compagni.

Il viaggio comincia alle 18 dal piazzale del Tardini all'insegna dell'entusiasmo. Tutto liscio fino a destinazione; unico «neo» un'attesa un po' eccessiva all'uscita di Modena Sud a causa del pullman «ritardatario» proveniente da Fidenza. Poi tutti dietro alle auto della polizia fino allo stadio, scortati fino al Braglia, presidiato dalle forze dell'ordine.

Sul pullman numero 1 c'è il presidente del Centro di coordinamento Angelo Manfredini che saluta tutti i tifosi presenti. «Ripartiamo con grande entusiasmo - dice al microfono del pullman -. Siamo in tanti per questa prima partita di campionato e sono molto contento perché il nostro obiettivo è quello di coinvolgere più persone che possiamo, in casa e in trasferta». Insomma, come affluenza se il buongiorno si vede dal mattino, il Centro di coordinamento ha lavorato subito bene.

Il viaggio è anche l'occasione per tanti amarcord. Manfredini ha infatti cominciato ad andare in trasferta quando portava ancora i calzoni corti e di storie da raccontare ne ha tante. «Mi sembra di essere tornato ragazzino – spiega – perché la mia prima trasferta l'ho fatta in serie D alla fine degli anni Sessanta. Ricordo che ho rubato il motorino a mio padre per andare a vedere il derby in casa del San Secondo».

Tanti anni dopo, esattamente nella passata stagione, il Parma ha dovuto ripartire proprio dalla D ma i tifosi l'hanno ormai «metabolizzato». «Siamo tornati fra i professionisti - aggiunge il presidente del Centro di coordinamento - e sono convinto che anche quest'anno faremo un buon campionato». Il debutto dei tifosi crociati, come detto, sotto il profilo della partecipazione è stato molto buono. «1200 persone – riprende Manfredini – in serie C, perché io la Lega Pro la chiamo ancora serie C, sono un ottimo numero. Siamo anche già oltre gli ottomila abbonati e anche queste sono buonissime cifre. Magari non arriveremo ai diecimila della passata stagione, ma significa che l'entusiasmo c'è e speriamo cresca sempre di più. Il Parma è una grande passione e noi dobbiamo fare sentire la nostra vicinanza alla squadra. Poi, dobbiamo essere uniti. Perché l'unione fa la forza e noi tifosi siamo un corpo solo dal momento che abbiamo un ottimo rapporto anche con i Boys. Tutti uniti a tifare Parma».

Sul pullman c'è anche Massimo Zannoni, presidente del Parma Club Mediolanum, memoria storica oltre che grande collezionista di tutto ciò che rappresenta la storia della società crociata. Anche lui ha iniziato ad andare in trasferta da giovane. Così tanto da non ricordarsela neppure. «Nel '54 a Brescia, avevo sei anni - sorride -. Ovviamente non posso raccontarla perché non ho ricordi di quel momento».

Ha invece ancora davanti la sua seconda trasferta. «Nel '65-'66, campionato di serie C - dice -: Cremonese-Parma 0-0». Molti sperano in un nuovo salto in avanti del Parma: subito dalla Lega Pro alla B. Zannoni invita tutti ad «andare con i piedi di piombo. L'ottimismo è d'obbligo anche se non credo che questo campionato sarà una passeggiata. Occorre anche un sano realismo: si deve provare a vincere il campionato ma ricordandosi sempre che non sarà semplice anche perché gli avversari sono agguerriti».

A bordo del pullman che viaggia verso Modena l'entusiasmo comunque non manca. Tra i tifosi c'è un signore di Montecchio (terra di confine, ma pur sempre in provincia dell'«odiata» Reggio Emilia) che mette subito le mani avanti: «Mia moglie è di Sorbolo e io seguo il Parma dal '90». Al derby contro la Reggiana chi tiferà? «Parma, chiaramente - dice sicuro -; questa è la mia squadra». Quello contro il Modena è un derby, ma tutti aspettano la doppia sfida con la Reggiana. Il destino ha voluto che la sfida di ritorno contro i granata cada all'ultima giornata al Tardini. «Vorrà dire che festeggeremo ancora di più - dice una ragazza -. La promozione e il successo nel derby».

Quello di andata è invece in programma vicino a Natale. «Allora tutti in trasferta a Reggio - aggiunge un uomo - per poi fare buone feste». Insomma, la partita più attesa è sempre la solita.

Alle 20.38, quindi un po' in ritardo rispetto alle 20,30, dentro al Braglia inizia Modena-Parma. La partita fila via tra gli sfottò di rito, dal momento che le due tifoserie non sono più «gemellate» da parecchi anni. Come da copione, i Boys prendono di mira anche Ghirardi e Leonardi, fantasmi di un passato che si è concluso con la discesa del Parma all'inferno. Qualche momento di ilarità lo regala invece il nome dell'arbitro. «Cantaci qualcosa» urla qualcuno. Il direttore di gara si chiama infatti Francesco Guccini, come il famoso cantautore. Il fischietto è però di Albano Laziale, mentre l'autore di canzoni immortali come «La locomotiva» e «L'avvelenata» è nato proprio a Modena e, anche volendo, questa partita non l'avrebbe potuta arbitrare.

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