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Lega Pro

Parma, un pari indigesto

28 agosto 2016, 11:00

Parma, un pari indigesto

MODENA

Paolo Grossi

DAL NOSTRO INVIATO

Un pizzico di esperienza ci suggerisce, purtroppo da tempo, di non stilare giudizi sulla base del calcio d'agosto, neppure quello con i punti in palio. Perché è un calcio strano, fatto di gambe pesanti, compagni nuovi, testa piena di molte, a volte troppe nozioni riversate dagli allenatori. Quindi le prove, pessime, di Piacenza e di ieri sera a Modena non servono a definire il nuovo Parma, Possiamo però dire che il debutto in campionato è stato, come quello in Coppa, penoso.

Lo 0-0 finale contro una squadra infinitamente più debole e che però è andata più vicino a vincere deve fare arrossire. La stagione è lunga ma chi vuole andare in B arrivando primo nel girone deve cercare di individuare al più presto la rotta giusta. Che non è, questo è certo, quella imboccata da un Parma impalpabile, senza movimento né idee.

Inizialmente Apolloni aveva confermato il centrocampo visto a Piacenza, con Baraye-Miglietta-Scavone, che rispetto a Corapi e Giorgino alzano anche la squadra nel gioco aereo, ma in difesa aveva recuperato Benassi. In avanti, come previsto, Calaiò in panchina e Nocciolini in campo. In totale solo quattro reduci dalla D tra cui due in ruoli diversi.

Modena con il 4-3-1-2 (come sette giorni fa il Pro Piacenza) in cui il 21enne argentino Schiavi è il trequartista mentre a centrocampo c'è anche Giorico, uno degli elementi più esperti, dato in partenza dalle voci di mercato.

Si parte con i crociati abbastanza imprecisi in fase di impostazione e quindi in difficoltà nel cucire la manovra. Campedelli in panchina si sgola per correggere posizioni e movimenti. La prima palla gol arriva al 12' quando Garufo conquista un corner e sulla parabola di Miglietta dalla bandierina Evacuo sfodera in piena area una elegante sforbiciata con la palla che va alta non di molto. Intanto le due curve scaldano l'ugola in una profusione di cori poco amichevoli.

Il Modena risponde al 16' quando Olivera ben servito da Giorico da due passi alza la mira di testa anche perché provvidenzialmente disturbato, al momento di incornare, dal ritorno di Garufo. Già al 17' esce Scavone, infortunato, e gli subentra Corapi, che resta sul centro-sinistra. Altra palla gol al 20' quando Baraye di testa serve Evacuo che di petto controlla e lascia a Nocciolini il cui bel tiro di collo va ancora una volta alto di un soffio. Al 24' Giorico stende Nocciolini ancora ben servito da Evacuo. La punizione di Corapi però è una ciofeca che Manfredini controlla senza spettinarsi. Resta questa l'unica conclusione dei crociati nello specchio della porta fino al 42' quando Evacuo colpisce debolmente di testa. Intanto è arrivato, al 40', il primo corner per il Modena, che ha dato modo di registrare come il Parma sia passato in questi frangenti a una difesa mista, con prevalenza di marcature individuali.

Termina con uno spento 0-0 il primo tempo. Il Parma è poca cosa, il Modena pure, con la differenza che i canarini non hanno lo squadrone di cui dispone Apolloni. Anzi, come con il Pro Piacenza, si fa fatica a trovare un giocatore di casa che troverebbe spazio nella panchina del Parma. Eppure la gara è inchiodata, il Parma invischiato, fa girare palla lentamente e male, e in quel modo non troveresti spazi neppure in Terza categoria.

Si riparte e il Modena va vicinissimo al vantaggio. Zommers manca un'uscita e Ravasi a colpo sicuro si fa ribattere da Lucarelli il tiro che poteva valere il gol. Sul prosieguo Zommers si riscatta neutralizzando una botta ravvicinata di Schiavi e infine i modenesi reclamano per un atterramento di Loi non sanzionato. Se nel primo tempo il Parma aveva schiacciato i padroni di casa in questo avvio di ripresa accade il contrario. Al 19' il primo segnale di risveglio è un'estemporanea rovesciata di Baraye che costringe in corner il portiere del Modena da posizione assai defilata. Insomma, si vive di fiammate, non c'è una traccia di gioco che possa portare a produrre palle gol con sufficiente regolarità. Al 23' contropiede di Corapi con diagonale probabilmente deviato da un difensore ma con l'arbitro che non se ne accorge. A quel punto entra Calaiò per Nocciolini e anche Giorgino per Baraye che ha preso un colpo. Nel finale però è il nuovo entrato Diakité a gettare scompiglio nell'area del Parma senza però che arrivi la deviazione decisiva. I crociati non si fanno più vedere dalle parti del portiere avversario e lo 0-0 va in archivio, condito dall'unico moto di gioia del settore parmigiano al Braglia, arrivato quando lo speaker annuncia il ko della Reggiana a Bassano. E' un accontentarsi di poco: il Parma deve cambiare passo, trovare brillantezza, sfruttare le fasce, gli inserimenti dei centrocampisti. Insomma, come diceva Ginettaccio Bartali, è tutto da rifare. Senza fasciarsi la testa, per carità, perché i valori non evaporano con il caldo, ma cercando rapidamente le soluzioni idonee, che potrebbero anche essere un tocco di gioventù e di gamba, leggi Mazzocchi e/o Ricci, in mezzo a tanta statica esperienza.

Le pagelle di Paolo Grossi

ZOMMERS 5,5

E' vero, ha fatto una parata decisiva, ma dopo aver causato il pericolo con un'uscita avventata. E coi piedi è stato poco preciso.

BENASSI 6

Dietro s'è sofferto poco e dalle sue parti gli avversari hanno imparato a non farsi troppe illusioni. Buoni alcuni anticipi.

COLY 6

Al momento della costruzione ha lasciato a desiderare ma in interdizione non ha concesso nulla, svettando anche nel gioco aereo. In linea di massima però la difesa ha accompagnato poco i portatori in fase di possesso, mantenendo la squadra lunga.

LUCARELLI 6

Gran salvataggio che vale come un gol. Per il resto meglio che a Piacenza, forse un filo nervoso. Non è riuscito, come si aspettava lo staff tecnico che l'ha schierato a sinistra, a far valere la bontà del suo piede in fase di costruzione.

GARUFO 5

Determinante a evitare un gol nel primo tempo, per il resto ha combinato davvero poco, anche se forse è proprio la disposizione tattica, più della sua prestazione a dover essere rivista.

BARAYE 5

Un fantasma, specie rispetto alla brillante prestazione di Piacenza. Non ha mai trovato la posizione e raramente è riuscito ad allungare la squadra in avanti con i suoi inserimenti.

GIORGINO

Pochi minuti, e forse li poteva giocare Mazzocchi.

MIGLIETTA 5

Non è facile gestire palla con rapidità se intorno non ci sono movimenti giusti. Ma lui ci mette poche idee, meno movimento e così è troppo spesso costretto ai retropassaggi.

SCAVONE

Esce troppo presto per una botta che lo stordisce.

CORAPI 5

Entra, fa l'interno, ma non incide, anche lui pare appesantito, e persino quando ha da calciare due punizioni dal limite non riesce a lasciare un segno come gli capitava spesso l'anno scorso.

NUNZELLA 5

Anche lui evanescente come il suo dirimpettaio Garufo. Rarissimi i cross, vuoi anche per la sapiente e caparbia disposizione del Modena. Il fatto è che il Parma era tropo largo, e lungo, e in quel modo era difficile anche innescare le sgroppate sulle fasce.

NOCCIOLINI 5

Prova a integrarsi con Evacuo, lotta anche sui palloni aerei ma quando c'è da concludere non centra la porta e per un attaccante non è bello.

CALAIÒ

Gioca poco e non riesce a far vedere niente.

EVACUO 5,5

Sfortunato sulla sforbiciata, fa sponde e torri, ma al tiro ha le polveri bagnate. Spesso è troppo solo in spazi larghi.

ALL. CAMPEDELLI 5

Voto ovviamente condiviso con Apolloni. La squadra ha toppato sul piano fisico e tattico. Troppo prevedibile in attacco, troppo arretrata in fase di non possesso con quei cinque difensori che gridavano vendetta di fronte ai baby del Modena. La certezza è che rivedendo la partita sapranno individuare le chiavi per non ripetere prove del genere.

L'analisi di Paolo Emilio Pacciani

Per dare una giusta dimensione allo 0-0 di ieri bisogna considerare l'avversario: il Modena era una squadra in pieno sbando societario, senza attaccanti di ruolo, imbottita di ragazzini. Nonostante questo, il Parma non è mai apparso in grado non tanto di poter vincere ma nemmeno di poter segnare. Le conclusioni di Evacuo, Nocciolini e Baraye sono il minimo sindacale che i crociati potevano produrre, ma nessuno al Braglia, o davanti al pc (per ora la Lega Pro si guarda così...), ha mai avuto la sensazione che l'esordio in campionato potesse chiudersi con una vittoria. Anzi, in un paio di occasioni si è sfiorata la beffa.

Intendiamoci, non si giudica la squadra da una singola partita: l'esordio dell'anno scorso ad Arzignano fu praticamente identico, con la sola fondamentale differenza che un dubbio rigore nel finale permise al Parma di fare subito tre punti. E di spiegare le ali dell'entusiasmo. Tanto dei giocatori quanto dei tifosi.

Ieri sera, invece, i più di mille calati a Modena da Parma, sono tornati a casa con tante perplessità. Dopo la figuraccia di Piacenza si aspettavano un pronto riscatto e invece...

Invece hanno visto una partita bruttissima, giocata molto male da una squadra senza gioco e senza idee che non ha perso solo perché aveva di fronte un avversario di diverse spanne inferiore. Nessuno dei giocatori mandati in campo ha offerto un rendimento adeguato alle loro capacità. Persino il solitamente impeccabile Zommers è andato nel pallone, e solo il provvidenziale salvataggio di Lucarelli ha evitato il patatrac.

Senza gioco sulle fasce, dalle quali non è arrivato un cross che sia uno, tutto il gioco del Parma si è ridotto a palle lunghe e centrali sulle quali gli attaccanti crociati nulla potevano. Ai ragazzini di Pavan non è parso vero di riuscire a imbrigliare gente del calibro di Evacuo, Nocciolini e poi Calaiò senza nemmeno sudare.

Più in generale il Parma era fiacco, lento; arrivava sempre secondo sulla palla. Insomma, poco meno di un disastro. Di lavoro da fare ne resta tanto.

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