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scultura

Sacralità e mistero della natura

Sculture di Brunivo Buttarelli al Museo della Scienza di Trento

28 agosto 2016, 22:31

Sacralità e mistero della natura

Nascita, vita, morte e rinascita: sono queste le parole chiave del percorso scultoreo di Brunivo Buttarelli, artista di fama che, con le sue grandi sculture zoomorfe, abita gli spazi del prato del Mues, il Museo della Scienza di Trento, tre spazi espositivi interni ed alcune zone del quartiere Le Albere, per creare un controcanto artistico di grande impatto emotivo alla mostra di carattere scientifico visibile nel Museo fino al 26 giugno 2017, dal titolo «Estinzioni. Storie di catastrofi ed altre opportunità».

Ungulati, enormi pungiglioni, proboscidi lignee coperte dal ferro, carcasse che emergono dall’acqua o dalla terra, dettagli anatomici realizzati con rigore che si ingigantiscono e diventano architettura paleontologica sono le forme che l’artista di Casal maggiore, da sempre affascinato dal passato dalla dimensione simbolica del mito, ma anche dalla concretezza del reperto, offre al pubblico in un rapporto aperto tra scienza ed arti figurative.

Le sculture, realizzate con materiale povero come il pioppo, la pietra, il marmo, il ferro ossidato, la juta, la carta, rievocano la preistoria e la paleontologia, ma sono ancorate agli spazi in cui si inseriscono, vengono vissute, abitate e scoperte in modo sempre diverso dall’osservatore.

Perchè, in questi nuovi, immaginifici ambienti, la figura umana diventa parte dell’opera, viene inglobata, quasi assorbita da essa. L’osservatore si muove verso, intorno e dentro lo spazio, vivendo un’esperienza diretta ed esistenziale.

Forme e materiali contribuiscono a creare un senso di sacralità e mistero, di stupore che si riconnette con la sensazione di piccolezza provata dall’uomo nei confronti dei misteri della Natura.

Lo scultore, che per anni si è cimentato da dilettante di alto livello con l’archeologia e la paleontologia, giunge così a confrontarsi con la “natura ansiosa” che abitiamo, con l’“etologia disorientata” e la precarietà come destino delle ultime generazioni.

La mostra, a cura di Marzio Dall’Acqua, è completata da un ricco catalogo che verrà presentato sabato 10 settembre negli spazi del museo, in occasione di un incontro con l’artista. s. pr.