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VUELTA

Quintana capolavoro: maglia e tappa

29 agosto 2016, 20:26

Nairo Quintana della Movistar piazza una grande scalata e si va a prendere la decima tappa della Vuelta di Spagna 2016, la Lugones-Lagos de Covadonga di 188,7 km, e la maglia rossa, che aveva già indossato dopo l'ottava tappa, sfilandola dopo un solo giorno a David De La Cruz (Etixx QuickStep). Grande azione solitaria del colombiano negli ultimi tre chilometri, ammirevole anche la grande rimonta di Chris Froome (Team Sky), che conquista un terzo posto insperato, bruciato per la seconda piazza dal caparbio Robert Gesink (Team LottoNL - Jumbo). Quarto Omar Fraile (Team Dimension Data), quinto Alejandro Valverde (Movistar Team), sesto l’italiano Michele Scarponi (Astana Pro Team). Nei primi 13 km si registrano ben tre cadute. La prima subito, che coinvolge una decina di atleti fra cui l’ex maglia rossa Darwin Atapuma (BMC Racing Team) e Gianni Meersman. La seconda e la terza spezzano il plotone in due con una cinquantina di corridori che si attarda. Il gruppo si ricompatta nell’arco di pochi chilometri ma si ritirano Kevin Reza (FDJ), Markel Irizar Aranburu (Trek-Segafredo) e Bartosz Huzarski (Bora-Argon 18, probabile frattura della clavicola per lui). Nei primi 40 km non ci sono fughe di rilievo da registrare: anche uno scatto che coinvolge, fra gli altri, l’italiano Davide Malacarne (Astana Pro Team) viene riassorbita dopo poco. Superati i 60 km, mentre il gruppo si sfalda nuovamente in due tronconi, arriva la prima, vera fuga di giornata, con un gruppo consistente di ben 16 attaccanti, fra i quali gli azzurri Fabio Felline (Trek-Segafredo) e Moreno Moser (Cannondale-Drapac Pro Cycling Team), oltre a Ben Hermans (BMC Racing Team), che puntava a scalzare la maglia rossa De La Cruz. Scollinati i 100 km il vantaggio dei fuggitivi sale a 4'32", con Hermans in quel momento maglia rossa virtuale. All’avvicinarsi del primo gran premio di montagna (di prima categoria), l’Alto del Mirador del Fito, il gruppo decide di fare sul serio e prima la Etixx, poi la Movistar alzano il ritmo e a 50 km il vantaggio della testa della corsa dal traguardo cala a 3'15". Mentre alcuni fuggitivi, tra cui Moser, perdono lentamente terreno, durante la salita il vantaggio delle 'leprì sale nuovamente sopra i 4 minuti a 40 km dall’arrivo, che diventano oltre 5' durante la discesa, complice un tentativo di fuga solitaria di Fraile e Matè che costringe gli altri 12 fuggitivi ad alzare nuovamente il ritmo e lanciarsi all’inseguimento. A 30 km dall’arrivo il gruppo dei 14 è nuovamente compatto con un margine di 4'40". Nonostante i tentativi della Movistar di rintuzzare questo attacco, durato oltre 100 km, all’inizio di quella che è una delle salite più dure della Vuelta, la Lagos de Covadonga, il vantaggio dei fuggitivi sul gruppo è ancora buono, sfiorando i 3 minuti. La svolta arriva a 13 dall’arrivo, quando la testa della corsa si sfalda: sono Louis Vervaeke (Lotto Soudal), Robert Gesink (Team LottoNL - Jumbo), Jose Isidro Maciel Goncalves (Caja Rural - Seguos RGA), Egor Silin (Team Katusha) e Pierre Rolland (Cannondale-Drapac Pro Cycling Team) a segnare lo sparpaglio con scatti continui (particolarmente brillante l’azione dell’olandese della Rga), mentre in coda al gruppo, Froome e la maglia rossa De La Cruz perdono rapidamente terreno dal troncone principale, trascinato sempre dalla Movistar. A 6 km dall’arrivo entrano in scena Contador e Quintana, scortati da Fraile e dall’italiano Scarponi, che si lanciano nella rimonta su Gesink, mentre anche Froome inizia a rinvenire. Inizia a piovigginare, il colombiano strappa, si lascia alle spalle Contador e mette nel mirino Gesink, raggiungendolo a 2,6 km dalla fine e andando a vincere in solitaria con 24" di vantaggio sullo stesso Gesink. Pazzesca la rimonta di Froome che risale posizioni su posizioni e quasi beffa l’olandese, accontentandosi di un comunque ottimo terzo posto, visto come si era messa per il britannico. Quintana è il nuovo re.