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Unioni civili, a Parma 10 coppie pronte al «sì»

31 agosto 2016, 07:00

Unioni civili, a Parma 10 coppie pronte al «sì»

Beppe Facchini

Unioni civili al via anche a Parma. A partire dal mese di settembre, infatti, le coppie formate da persone maggiorenni dello stesso sesso potranno coronare il proprio amore di fronte ad un ufficiale di stato civile e a due testimoni.

Attualmente in Comune si contano 10 coppie interessate (tre sono composte da donne) e sette hanno già prenotato la verbalizzazione della dichiarazione di costituzione dell’unione civile introdotta dalla legge Cirinnà. In altre parole, sette coppie hanno completato l’iter previsto, che comincia con un primo appuntamento negli uffici del Duc, la pre-verifica dei requisiti richiesti e la decisione sulla data.

In Comune, entro 15 giorni, si effettuano i controlli necessari e si arriva all’approvazione della dichiarazione costitutiva, con l’iscrizione della coppia in un registro provvisorio. In tale documento si può indicare se le parti decidono per la separazione dei beni e se ognuno manterrà il proprio cognome o ce ne sarà uno in comune. Anche gli stranieri possono costituire un’unione civile, ma con tempi leggermente più lunghi a causa dei necessari passaggi dal consolato di riferimento.

Tra le cause che impediscono il rito, invece, ci sono la sussistenza di un vincolo matrimoniale o un’unione già esistente, l’interdizione di una delle parti per infermità mentale e la condanna definitiva di un contraente per omicidio consumato o tentato nei confronti dell’ex partner. Non sono ammesse unioni civili fra zii e nipoti. La data di verbalizzazione dell’atto e del rito civile non è pubblica, ma dal Comune fanno sapere che la prima è prevista al Duc già in queste settimane.

In Largo Torello De Strada si possono celebrare le unioni civili, a costo zero, tutti i giorni e il sabato mattina. Nella sala del Consiglio, in piazza Garibaldi, invece, solo il terzo sabato di ogni mese pagando 1.000 euro, mentre per la Palazzina Eridania sono necessari 300 euro per riti previsti nel weekend. Con la costituzione dell’unione civile tra persone dello stesso sesso, le parti acquistano e assumono gli stessi diritti e doveri, come quello all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione. Inoltre, contribuiscono ai bisogni comuni e concordano l’indirizzo della vita familiare. In caso di decesso di una delle parti prestatore di lavoro, andranno corrisposte al partner sia l’indennità dovuta dal datore che quella relativa al trattamento di fine rapporto.

«Con l’istituzione del registro comunale delle unioni civili - commenta il vicesindaco con delega alle pari opportunità, Nicoletta Paci -, Parma ha anticipato i tempi insieme ad altre città, dando una spinta al governo centrale per legiferare sul tema».

In tre anni, all’elenco al quale fa riferimento, si sono iscritte in tutto 12 coppie, composte sia da persone etero che omosessuali. «Adesso che è tutto regolamentato da Roma, il registro va a decadere e per mantenere l’unione - prosegue - bisogna fare richiesta ai nostri uffici».

Come? Presentandosi al banco informazioni del Duc, contattando lo 0521.40521 o collegandosi al sito del Comune di Parma.

«Guardando al nome attribuito alle coppie (specifiche formazioni sociali, ndr) o all’impossibilità del riconoscimento dei figli del coniuge (la celeberrima stepchild adoption, ndr), si capisce quanto certi pregiudizi siano ancora radicati nella nostra società e quanto la legge Cirinnà non sia a tutti gli effetti antidiscriminatoria. Ad ogni modo - conclude il vicesindaco, che a dicembre ha già in agenda una celebrazione - siamo soddisfatti: si tratta comunque di un passo in avanti».