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Ciclismo

Aquila US Italia, in sella dal 1913

01 settembre 2016, 10:10

Anno 1913, apice della Belle Époque: lo sport diviene protagonista e in città nasce la squadra dedicata a Verdi, subito ribattezzata Parma Foot-Ball Club. Anche il ciclismo muove i primi passi. Ci sono Lento Club, Pedale Parmigiano e Unione Sportiva Italia. Si ha notizia di questa squadra per una gara organizzata il 29 giugno sul percorso della Valtaro, con partenza dalla Crocetta “alle ore 3” (le 15, in realtà) agli ordini del giudice dell'U.V.I. Dante Spaggiari, in auto e del delegato della società Aldo Camattini, in moto. L'arrivo, affollatissimo, al Molinetto, dove transitò per primo alle 18,20 tale Romeo Tagliavini su “macchina” Vorling con 27” su Lodovico Bertacchini.

Da allora, attraverso una lunga vicenda, il nome del sodalizio è ancora presente sulle divise gialloblu dell'attuale Aquila-U.S. Italia, associazione amatoriale affiliata all'Acsi che scorrazza sulle strade parmensi con oltre quaranta tesserati. Nel 1951 la società ducale, con sede in Via Imbriani, balza agli onori delle cronache planetarie. Gianni Ghidini, alfiere della formazione cittadina, vestendo la maglia azzurra, trionfa nel Campionato mondiale per Dilettanti di Varese. Una vittoria indimenticabile, davanti al pistoiese Rino Benedetti, battuto allo sprint con un colpo di reni. Ghidini, scomparso una ventina di anni fa, conclusa la carriera agonistica, abbinerà un'attività commerciale di biciclette alla presidenza del sodalizio che lo aveva lanciato.

Dal 1972 e per tutti gli anni Ottanta, grazie al nuovo responsabile Bruno Ghiretti, il gruppo trova sostegno nell'Avis Macellai. Negli anni Novanta, dopo una parentesi negli Under 23, all'epoca di Bugno e Cipollini, entrano nella formazione, Roberto Carrara e Roberto Miodini.

Quest'ultimo, dopo essersi tolto la soddisfazione di vincere la Gran Fondo Barilla del 1996, è divenuto Ds del team professionistico Androni Giocattoli. A fine millennio, col presidente Corrado Martinelli, la svolta: l'U.S. Italia si fonde con la Giovane Italia, storica società calcistica nata nel 1927 dove sono cresciuti talenti come Gigi Del Grosso e Bruno Mora, oltre al fischietto di Alberto Michelotti.

La sede all'interno di Porta Santa Croce è di prestigio, ma nel 2002 sotto la guida di Gianni Bottazzi, il sodalizio trasloca in Via Anselmi nei locali della popolare Bocciofila Aquila del presidente Franco Alfieri, fondata nel 1933 dall'ex crociato Alfredo Tassi. Bocce, biliardo, calcio, pesca e infine ciclismo. Una vera polisportiva con quattrocento soci, che abbina attività fisica a svaghi come cene in compagnia, tombolate e gare di briscola.

«La passione per il cicloturismo - spiega Maurizio Preti, segretario degli ‘aquilotti' - per me è nata dopo la pensione, portandomi a compiere escursioni di cui vado fiero come la Parma-Mare o il Sella Ronda, durante il quale abbiamo reso omaggio al monumento dedicato a Coppi sul Pordoi. Passione condivisa con dirigenti e amici quali Luigi Mazza, il pneumologo Pier Anselmo Mori, Gianfranco Tagliavini, Marco Ricchetti (granfondista classificato nel Prestige), Massimo Dall'Olio e Roberto Varesi che si cimenta in cronoscalate e mediofondo come il Memorial Gianni Ghidini che organizziamo in ricordo del nostro campione mondiale».

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