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IL DELITTO

Cadavere nel Trebbia: gli arrestati confessano

L'uomo sarebbe stato ucciso a botte per motivi economici

04 settembre 2016, 19:43

C'è un movente economico all’origine del delitto dell’uomo ucciso e trovato con mani e piedi legati dentro un sacco in riva al fiume Trebbia a Piacenza qualche giorno fa. Ne sono convinti i carabinieri che questa notte hanno arrestato quattro operai indiani che lavoravano, come addetti alle stalle, in un’azienda agricola in provincia di Piacenza. La stessa in cui lavorava la vittima, Singh jagtar di 34 anni. I quattro colleghi di lavoro, che hanno confessato il delitto in caserma, lo avrebbero ammazzato perchè lui li avrebbe derubati per mesi del loro stipendio.
A spiegarlo è stato il comandante provinciale dei carabinieri di Piacenza, il colonnello Corrado Scattarretico: i quattro lavoratori erano regolarmente assunti, ma il 34enne, tramite una sorta di caporalato, avrebbe trattenuto a loro insaputa quasi per intero le loro paghe dell’ultimo anno, dando loro soltanto pochi spiccioli.
Quando i quattro lo hanno scoperto alla fine di agosto, gli hanno chiesto spiegazioni, poi probabilmente la discussione è degenerata e, al culmine di una violenta lite, lo avrebbero ucciso. Probabilmente di botte, ma su questo i carabinieri preferiscono al momento soprassedere in attesa che i quattro fermati, che attualmente sono in carcere a Piacenza, rispondano alle domande del gip nell’interrogatorio di convalida previsto per le prossime ore.