Archivio

Milano

Non chiamateli anziani: fra 60 e 70 anni gli italiani si sentono ancora giovani

05 ottobre 2016, 19:28

Non chiamateli anziani: fra 60 e 70 anni gli italiani si sentono ancora giovani

Sessantenni e settantenni di oggi non si sentono "vecchi": solo il 15,3% degli uomini e il 28,8% delle donne di 65-74 anni dichiara di sentirsi anziano.
Sono alcuni dei dati emersi dall’indagine «Un ritratto dei Nuovi Senior: generazioni a confronto», progetto di Osservatorio Senior e del Laboratorio TRAIL dell’Università Cattolica, i cui risultati sono stati presentati presso il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano.
Anche divenire nonni, da sempre visto come segno di anzianità, non fa sentire vecchi: infatti appena il 4,5% degli uomini e il 3,8% delle donne di 65-74enni inizia a sentirsi anziano quando diventa nonno. La figura del nonno, quindi, si alleggerisce dei connotati tradizionali dell’invecchiamento.

I nuovi senior si vedono e sono visti come persone che hanno la potenzialità di fare nuove esperienze e progetti. Vogliono essere attivi, impegnati e coinvolti anche dopo il pensionamento, negli ambiti più disparati. Si va dalle attività sportive per mantenersi in forma e in salute (corsa, camminata, palestra, nuoto, yoga o ballo), ai viaggi, alla cura e manutenzione della propria abitazione, alla lettura, al frequentare corsi di attività artistiche, aderire ad associazioni culturali, iscriversi a un’università della terza età.
I nuovi anziani dedicano attenzione alla loro rete relazionale, danno sostegno emotivo, economico e aiuto quotidiano a figli, nipoti, nonché ai loro stessi genitori.
Ancora in salute e autonomi, i sessanta-settantenni si considerano una generazione fortunata. Riconoscono l’impatto positivo e le opportunità date dalle tecnologie, dalla crescente disponibilità di informazioni sulla salute e dallo status economico raggiunto che permette loro di attutire le ansie sul proprio futuro.

«La ricerca ha evidenziato che per vivere al meglio questa età è importante mantenere viva la propria rete di relazioni e guardare ancora al futuro, investendo sia verso il prossimo sia verso se stessi, conclude Enrico Oggioni, Presidente Osservatorio Senior. La società nel suo insieme potrà accompagnare positivamente questa rivoluzione epocale se sarà in grado di valorizzare le potenzialità che i senior possono ancora esprimere». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA