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FURTO

Sant'Antonio, una donna ruba i soldi nell'abitazione del parroco

08 ottobre 2016, 01:30

Un furto e una scritta oltraggiosa in arabo nella parrocchia di Sant’Antonio. Ancora una volta la parrocchia di viale Matteotti è stata presa di mira dai malviventi, mentre il parroco don Luigi Guglielmoni, si era recato in pellegrinaggio con un gruppo di fedeli salsesi.

Tutto è stato registrato dalle telecamere di videosorveglianza: una donna ben vestita sui trent’anni, probabilmente latinoamericana, è riuscita ad introdursi nell’abitazione del parroco.

E lì dopo avere rovistato, è riuscita ad arraffare i soldi trovati. Ancora da quantificare con esattezza il valore del bottino arraffato, anche se pare sia piuttosto cospicuo. Dal momento che la parrocchia si trova ad affrontare spese di ogni genere e periodicamente occorre accantonare i soldi per farvi fronte. Tutto è ora al vaglio dei carabinieri, ai quali è stata sporta denuncia. Il parroco don Luigi Guglielmoni ne ha dato notizia al termine delle liturgie domenicali, davanti a una folla di fedeli, indignati per questo ennesimo furto.

Il problema della sicurezza dei cittadini sta diventando di primaria importanza nel territorio. La gente ripete con amarezza: «Non ci sentiamo difesi da nessuno, né dalle leggi né dalle istituzioni. Ognuno è abbandonato a se stesso». Intanto la settimana scorsa si sono verificati vari tentativi di furto nelle parrocchie della zona. La prima ad essere presa di mira è stata la casa parrocchiale di Tabiano Bagni, dove di sera, in assenza del parroco, i ladri hanno cercato di entrare. Forse la stessa banda, qualche giorno dopo si è recata a Cangelasio, cercando di entrare abusivamente nell’abitazione del parroco.

Scritta oltraggiosa

E un altro gesto è stato compiuto verso la parrocchia di Sant’Antonio, con una scritta oltraggiosa in arabo. Su un muro della parrocchia, è apparsa una scritta in arabo che recita: «Banda di delinquenti». A tradurre con imbarazzo sono stati gli stessi arabi che si recano abitualmente a ritirare i generi alimentari in parrocchia, a pochi metri dal luogo in cui il muro è stato imbrattato con questa infelice dichiarazione. Il parroco don Luigi Guglielmoni, i volontari della Caritas e i fedeli hanno preso atto con molta amarezza di questo «regalo», che ha imbrattato il muro da poco tinteggiato e soprattutto ha infangato la generosa dedizione di una comunità molto attenta ai poveri, di ogni etnia e religione. Da anni in parrocchia, infatti, oltre alla distribuzione tre volte la settimana dei generi alimentari (lunedi, mercoledi e venerdi dove ogni volta si forma una lunga fila di persone) è attivo il doposcuola frequentato soprattutto da figli di immigrati stranieri, e funziona un centro di distribuzione di vestiti e di suppellettili per la casa molto frequentato. Molti ragazzi musulmani hanno frequentato per mesi il centro estivo che la parrocchia ha proposto insieme all’amministrazione comunale. «Non riusciamo a capire una simile reazione, inqualificabile, che deve far riflettere tutti. La parrocchia è certamente un centro di accoglienza e di aiuto, di mediazione e di integrazione per tutti. Cosa dovremmo fare di più?», ha sottolineato don Luigi, che ha auspicato una maggiore vigilanza anche da parte di tanti immigrati bene integrati nel tessuto del quartiere, con un rapporto buono con la parrocchia. «Non è la prima volta che genitori islamici chiedono la preghiera della comunità cattolica per un figlio ammalato o confidano drammi familiari. Questo brutto segnale non fermerà il servizio dei volontari, che meriterebbero ben altra riconoscenza per il bene silenzioso che operano per la pace sociale». S. L.