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editoriale

I silenzi inquietanti e la voglia di chiarezza

di Claudio Rinaldi

19 ottobre 2016, 11:40

I silenzi inquietanti e la voglia di  chiarezza

Sono silenzi inquietanti, quelli che da tempo, da troppo tempo, avvolgono l’emergenza legionella. Silenzi misteriosi e sinistri, che contribuiscono a rendere più allarmante la psicosi che ormai è diffusa tra la gente, non solo nel quartiere Montebello. «Potrebbe anche essere che non si arrivi mai a stabilire con certezza la fonte del contagio», ha detto pochi giorni fa il sindaco, intervistato dalla Gazzetta. Un’affermazione simile era stata fatta poco prima da Paola Borella, la super esperta che la Procura ha scelto come consulente tecnico, nel sottolineare la «grande complessità» dell’indagine che le è stata affidata. Sulle comunicazioni – lacunose, tardive o sbagliate – da giorni infuriano polemiche politiche, con l’opposizione che attacca il sindaco e il sindaco che invita a rivolgersi all’Ausl. In tutto questo, il contagio, pur avendo rallentato, non si è fermato. La gente continua ad avere paura, è sempre più disorientata. E il fatto che si sia appurato che il ceppo dei batteri individuati nelle torri “incriminate” non è compatibile con quello del contagio non ha fatto che versare benzina sul fuoco dell’apprensione. È come trovarsi ancora al punto di partenza, pur essendo trascorse ormai molte settimane dai primi contagi, se si considera che già il 21 settembre erano stati registrati 13 casi in città e provincia (taciuti a lungo anche quelli, per la cronaca). Con le dieci domande che pubblichiamo a pagina 6, abbiamo l’ambizione di provare a fare chiarezza. Le pubblicheremo tutti i giorni, fino a quando non saranno arrivate risposte concrete e convincenti. La città ha diritto di chiarezza, punto e basta. Non abbiamo secondi fini, non puntiamo il dito contro nessuno in particolare, né vogliamo strumentalizzazioni di sorta. Vorremmo chiarezza per la città, ci auguriamo arrivino presto buone notizie, vogliamo assolutamente che questa emergenza non si trasformi in un’anteprima della campagna elettorale. Ecco cosa chiede la Gazzetta. E lo fa attraverso dieci domande semplici semplici. Perché è inquietante pensare che potremmo non sapere mai cosa sia accaduto e cosa stia accadendo, perché siamo stanchi della poca chiarezza, convinti che la reticenza non appartenga alla nostra cultura.
Adesso, aspettiamo le risposte.

crinaldi@gazzettadiparma.net