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Italiani uccisi in Libia: perquisizioni alla Bonatti

19 ottobre 2016, 14:10

Italiani uccisi in Libia: perquisizioni alla Bonatti

Perquisizioni sono in corso da questa mattina alla Bonatti a Parma, la società di costruzioni in cui lavoravano Salvatore Failla e Fausto Piano, uccisi il 2 marzo scorso in Libia, dove erano stati sequestrati, durante un conflitto a fuoco. Le perquisizioni, eseguite dai carabinieri del Ros sono state disposte dalla procura di Roma.

Dennis Morson, responsabile della logistica in Libia per conto della società Bonatti è indagato dalla procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sul sequestro, avvenuto in Libia, e gli omicidi di Salvatore Failla e Fausto Piano. Il manager è indagato per omicidio colposo e violazione della norma che tutela le condizioni di lavoro. Nei confronti del manager, la procura ipotizza che abbia cooperato per colpa al decesso dei due tecnici italiani omettendo di adottare le misure necessarie per tutelare la loro incolumità fisica durante il trasferimento in Libia. Le perquisizioni in corso mirano ad acquisire documentazione per ricostruire le responsabilità individuali all’interno della società e se siano state adottate idonee misure di sicurezza a tutela dei lavoratori.
Salvatore Failla e Fausto Piano furono sequestrati insieme con Filippo Calcagno e Gino Pollicardo nel luglio 2015. Separati successivamente da questi ultimi, rimasero uccisi il 3 marzo scorso durante una sparatoria tra i rapitori e le forze di polizia libiche. 

POLLICARDO: "SITUAZIONE SOTTOVALUTATA". «Conosco molto bene Dennis Morson, è sempre stato il nostro referente ogni volta che lavoravamo in Libia. Sicuramente c'è una responsabilità della società nell’averci fatto cambiare improvvisamente itinerario e modalità di trasporto dalla Tunisia alla Libia». Lo ha detto Gino Pollicardo, il dipendente della Bonatti rapito in Libia nel luglio 2015 con tre colleghi, commentando la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati di Dennis Morson, responsabile della logistica in Libia per conto della Bonatti. «Dovevamo pernottare a Djerba e poi proseguire via mare verso Mellita - ha detto ancora Pollicardo -. Solo quando eravamo arrivati a Malta ci è stato reso noto il cambio di programma, dicendoci che sarebbe venuto un autista. Era solo e senza scorta. Evidentemente qualcuno ha sottovalutato la situazione».
Pollicardo, residente a Monterosso (La Spezia), è sopravvissuto insieme al collega Filippo Calcagno al rapimento in Libia avvenuto nel luglio 2015 e terminato nel marzo 2016, quando persero la vita Fausto Piano e Salvatore Failla, separati da loro per alcuni giorni. «Ho sentimenti diversi in merito a questo passo avanti nelle indagini - ha concluso Pollicardo -. Se da una parte la perquisizione e l’indagine dimostrano che si sta lavorando non vorrei che questo spostasse le responsabilità solo in un senso. Nei lunghi mesi di prigionia le trattative con lo Stato italiano ci sono state».

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