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IL CASO

Stu Pasubio: Pizzarotti e Ciclosi indagati dal 2015

21 ottobre 2016, 19:05

Stu Pasubio: Pizzarotti e Ciclosi indagati dal 2015

Vicenda Stu Pasubio, l'inchiesta sulla cessione di quote a Remilia risale al 2012 ed è partita da un esposto di funzionari comunali, sulla base che un'asta debba avvenire in modo asettico senza interferenze, ottenendo il massimo del vantaggio per la pubblica amministrazione‎. Il fascicolo, come detto, è stato aperto ‎nel 2012 ed è rimasto fermo alcuni anni: risale infatti al luglio 2015 l'iscrizione di alcuni indagati, tra cui il sindaco, l'ex commssario Ciclosi e pare funzionari di Remilia.

Vicenda Stu Pasubio, l'inchiesta sulla cessione di quote a Remilia risale al 2012 ed è partita da un esposto di funzionari comunali, sulla base che un'asta debba avvenire in modo asettico senza interferenze, ottenendo il massimo del vantaggio per la pubblica amministrazione‎. Il fascicolo, come detto, è stato aperto ‎nel 2012 ed è rimasto fermo alcuni anni: risale infatti al luglio 2015 l'iscrizione di alcuni indagati, tra cui il sindaco, l'ex commssario Ciclosi e pare funzionari di Remilia.


La ‎richiesta di proroga delle indagini era stata formulata dalla procura al gip nel febbraio 2016, ma per problemi di carenze di organico amministrativo, non risulterebbe sia stata notificata ai diretti interessati: in altre parole l'iter non risulta sia stato perfezionato. Per quanto riguarda il fatto che il sindaco sapesse o non sapesse di essere stato indagato per questa vicenda, quando ha chiesto il modello 335 lo scorso luglio, risultava essere già stato iscritto. Anche se in effetti, non essendogli stato notificato l'atto di proroga delle indagini, non ha mai effettivamente ricevuto l'avviso di garanzia. In ogni caso nel Modello 335 c'erano indicati i tre procediment (alluvione, Regio - poi archiviata - e Stu Pasubio) che lo vedevano indagato. Va anche detto che nel modello 335 (quello in cui è indicato se una persona è sottoposta a indagini) non è inserito l'anno in cui viene aperto un procedimento, ma solo il tipo di reato per cui si procede. Sul fatto che Pizzarotti sostiene sui Facebook che la notizia è uscita dalla procura, il procuratore afferma. "Chiunque ha diritto di lamentarsi, ma per quanto mi risulta escludo che la notizia della iscrizione provenga dalla procura, chi lamenta una irregolarità del genere addebitandola a organici specifici ha l'onere di rappresentarlo formalmente e indicare gli elementi su cui fonda il suo addebito".