Archivio

Moduli abitativi

Modulcasa Line, in prima linea nelle zone del sisma

07 novembre 2016, 19:49

Modulcasa Line, in prima linea nelle zone del sisma

Tra la devastazione del terremoto e la ricostruzione degli edifici c’è un limbo in cui gli sfollati hanno bisogno di ricreare una normalità, pur provvisoria.
Case, chiese, scuole, uffici prefabbricati, da costruire subito, anche se la terra non ha ancora smesso di tremare. Un’azienda del parmense opera da anni in situazioni di emergenza e oggi è attiva anche in centro Italia. E' la Modulcasa Line di Bannone, a Traversetolo. «Quando si lavora su zone terremotate la velocità è tutto – spiega Mario Reggiani, titolare dell’azienda insieme al padre Iller – in una frazione di Arquata del Tronto abbiamo costruito in 3 settimane una scuola, commissionata da una Onlus Lombarda. Ora siamo ad Amatrice, dove la Chiesa Italiana ci ha commissionato un centro comunitario e tre prefabbricati ad uso abitativo. Siamo anche a Berlino per la costruzione di un campo profughi».
Iller Reggiani ha iniziato a lavorare nel settore negli anni ‘70: «Ha lavorato nei territori del Friuli devastati dal sisma del ‘76 – racconta il figlio Mario – da allora non ha mai smesso e l’azienda è ormai ben preparata ad agire in emergenza. Nel modenese, dopo il terremoto del 2012, abbiamo costruito 74 abitazioni in un mese e si è lavorato moltissimo per le realtà produttive e commerciali. Anche in questi giorni riceviamo tante telefonate da privati e attività delle zone terremotate che non possono attendere i tempi del Governo». Nel 1996, dopo 20 anni di esperienza nel reggiano, Iller ha rilevato la Modulcasa Line, che all’epoca aveva sede a Mamiano, poi l’azienda si è ingrandita e trasferita a Bannone; oggi conta 50 dipendenti e lavora in tutta Italia e all’estero. Forte dell’esperienza maturata sul campo, nel 2015 ha partecipato al bando di Consip per individuare le aziende cui affidare la costruzione di moduli abitativi provvisori in caso di calamità sul territorio nazionale. «Ci siamo piazzati primi al sud, secondi al nord e terzi al centro – spiega Reggiani – per il momento non siamo ancora stati attivati nel centro (essendoci due aziende prima di noi) ma non è escluso che ci contattino in futuro, visto il numero impressionante di sfollati. Nel caso, dovremo essere in grado di costruire fino a 200 case in 6 mesi». Cosa risponde a chi insinua che aziende come la vostra si arricchiscano con i terremoti? «Non è così – risponde Reggiani – noi viviamo principalmente delle attività ordinarie: dai piccoli container per i cantieri ai campi di lavoro per le grandi opere (strade, autostrade, ferrovie, ecc); dalle gare pubbliche (scuole, impianti sportivi, ecc.) alle commissioni dal mondo del commercio e dell’industria. La mia azienda partecipa a gare dal Brennero alla Sicilia, lavora all’estero e si occupa di piccole realtà, come la casetta della torta fritta a Traversetolo, e di lavori importanti, come il Padiglione del Principato di Monaco a Expo. In situazioni di emergenza facciamo il nostro lavoro come sempre e manteniamo gli stessi prezzi, anche se lo sforzo richiesto è notevole e comporta operazioni non sempre logiche dal punto di vista economico. Una donna di Mirandola che avevamo aiutato è venuta per due volte in taxi fino a Bannone per ringraziarci di persona: gesti come questo ripagano ogni sforzo». 

Scopri le novità della sezione Economia Parma