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POLESINE

Un «pretone» da 490 chili divorato in venti minuti

Il momento più «gustoso» della kermesse che ha battuto tutti i record di presenze

di Paolo Panni

14 novembre 2016, 23:30

Un «pretone» da 490 chili divorato in venti minuti

Successo strepitoso per il secondo dei quattro appuntamenti con «November Porc… speriamo ci sia la nebbia».

Della nebbia, a dire il vero, non si è vista neanche l’ombra, mentre il sole è stato protagonista praticamente per tutto il week-end.

Tra venerdì sera e ieri, Polesine è stata letteralmente presa d’assalto da migliaia e migliaia di persone. Battuti tutti i record delle edizioni precedenti, con un successo che ha superato anche tutte le più rosee aspettative. Presi d’assalto i mercati (sia quello dei prodotti tipici che quello dell’artigianato) e tutti gli eventi collaterali, dalla festa giovane e tutte le iniziative che hanno caratterizzato questa seconda «tappa» della straordinaria kermesse enogastronomica.

Ieri pomeriggio l'attesissimo momento clou della distribuzione gratuita del «pretone», arrivato quest’anno a toccare quota 490 chili.

I volontari della sezione Federcaccia (Mario Cappa, Angiolino Vaccari, Rino Cavalli, Achille Bragadini, Nicola Bottazzi, Maurizio Gandelli, Giuliano Loffi, Nicola Boarini e Marco Sartori) lo hanno messo a cuocere sabato intorno alle 16, e ieri, poco dopo le 15, sotto gli occhi del sindaco Andrea Censi e del presidente della Strada del culatello di Zibello Massimo Spigaroli, insieme ad altri volontari, lo hanno issato e distribuito ai tantissimi presenti.

Superato non solo il record di peso ma anche quello del tempo impiegato a divorarlo. In 22 minuti il pubblico ha «sbriciolato» il pretone.

Ma questi non sono che alcuni dei numeri che evidenziano il successo di questo secondo appuntamento con la 15ª edizione del grande evento promosso dalla Strada del Culatello Dop di Zibello e dagli Antichi Produttori del culatello e della spalla cruda, in collaborazione con i Comuni di Sissa, Polesine Zibello e Roccabianca, e col patrocinio di Regione Emilia Romagna, Apt Servizi e Provincia di Parma.

Anche gli altri numeri la dicono lunga. Nel week-end sono stati «divorati» qualcosa come 20mila anolini, 640 porzioni di stinco, 750 preti (compresi quelli utilizzati per il «pretone»), più di 3 quintali di polenta ed altri 4 di patatine, 200 porzioni di vescovi e 4mila di guancialini e 5 quintali di bollito.

In più 97 stand enogastrnomici, oltre 200 camper, più di 111mila contatti settimanali sulla fans page di Facebook e almeno cento volontari al lavoro messi «in campo» da Avis, Lilt, Amici del Po, associazione Motonautica Polesine, Federcaccia, gruppo di protezione civile «Gianluigi Ghelfi», Us Polesine e Real Vidalenzo.

«Un successo incredibile – ha commentato il sindaco Andrea Censi – e una qualità del cibo davvero straordinaria. Abbiamo battuto tutti i record e siamo già pronti a batterne ancora il prossimo anno».

Censi ha tenuto a ringraziare e ad elogiare sia lo chef stellato Massimo Spigaroli in quanto «ideatore della manifestazione» che tutti i «numerosi volontari per l’enorme impegno profuso» osservando come uno dei punti di forza sia stato, ancora una volta, quello di «fare squadra, tutti insieme. Direi che l’essere uniti lavorando insieme è la forza del nostro territorio e si è dimostrato che anche il November Porc è per tutti».

Grande soddisfazione anche da parte di Massimo Spigaroli, ideatore di questa eccezionale kermesse enogastronomica.

«Un’idea vincente che dura da quindici anni – ha affermato Spigaroli – e nel caso di Polesine siamo certamente stati fortunati perché è piovuto, poco, solo una volta. Però ci siamo trovati anche a superare una piena del Po dando vita a due appuntamenti con November Porc. Qui volutamente la festa si tiene sul fiume perché dal Po questo paese ha preso molto. Ogni tanto ci troviamo anche a doverlo combattere, per questo abbiamo la testa dura, che ci aiuta nelle idee vincenti come questa. Siamo in un territorio – ha concluso – che fino a non molti anni fa era praticamente sconosciuto. Con tenacia e determinazione abbiamo creato il “sistema Bassa” andando incontro a un’evoluzione che ha portato questo territorio a diventare uno dei percorsi enogastronomici più importanti a livello nazionale, cosa che ci è stata riconosciuta anche nell’ultimo numero di Bell’Italia».