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Archivio Gazzetta di Parma - "Fiore", una vita spezzata a 27 anni

15 novembre 2016, 10:25

Archivio Gazzetta di Parma -

Riproponiamo dall'archivio del nostro quotidiano.
Questo articolo è stato pubblicato dalla Gazzetta di Parma il 24 giugno 2012: gli amici ricordano Fiorentina Zoto, la 27enne che ha perso la vita dopo che la sua auto è volata giù dal cavalcavia di Viarolo, finendo in A1. 

Chiara Pozzati

«Sapeva entrare nelle vite degli altri in punta di piedi, un suo sorriso spazzava via ogni tristezza». C’è chi ricorda Fiorentina Zoto volteggiare col body rosa e la fascia lilla, raggiante e determinata nei ferrei esercizi di ginnastica ritmica. Chi l’ha vista sognare sul suo futuro matrimonio, chi semplicemente ha condiviso con lei due chiacchiere e un caffè. «Ma la città deve sapere che era pulita, una ragazza rara. Non beveva, non fumava neppure sigarette. Lo scriva per favore». E’ questo il messaggio impastato di lacrime e rabbia di parenti e amici della 27enne precipitata dal cavalcavia di via Cremonese. Un volo ancora senza un perché che ha spezzato la vita di Fiore, così la chiamavano, quella di Giacomo Carrera, 70 anni, e Concetta Aleo, 69 anni, i coniugi siciliani che stavano viaggiando in A1. Bella, con quella pelle ambrata e i capelli corvini, con «quel sorriso di chi è capace di fronteggiare la vita», ripete chi la conosceva bene. Estroversa, garbata, sempre pronta a darsi da fare per parenti e amici. Lavorava come impiegata all’Input 2000, ditta che si occupa di servizi informatici per banche ed enti pubblici. Già da un paio d’anni viveva insieme al fidanzato in un grazioso appartamento a Viarolo. All’alba del sabato maledetto stava rincasando, dopo aver riaccompagnato alcune amiche. Stavano rientrando da una festa di compleanno e lei non vedeva l’ora di riabbracciare il suo compagno. Fiore era la ragazza della porta accanto, quella affidabile, con tanti sogni e troppo poco tempo per realizzarli. In via Ulivi, dov’è cresciuta insieme a mamma, papà e al fratello di pochi anni più giovane, si raccolgono brandelli di una vita felice. Gli Zoto sono una famiglia benvoluta da tutti e conosciutissima in quartiere. «Sono stati capaci d’integrarsi fin da quando sono arrivati, ormai 20 anni fa - spiega la dirimpettaia - ricordo ancora i festeggiamenti quando hanno ottenuto ufficialmente la cittadinanza italiana». Festeggiamenti a cui ha partecipato anche la 27enne, anche se lei, forse, si sentiva parmigiana da sempre. Barista, fruttivendolo, parrucchiere: in diversi la ricordano quando, a 3 anni neanche compiuti, passeggiava in quartiere con la madre e salutava con garbo. Fiorentina, che porta il nome della squadra del cuore del padre, ha frequentato il «Giordani», l’indirizzo Turistico e c’è chi racconta il suo successo ai campionati studenteschi di ginnastica ritmica. Si tratta di Antonella D’Andrea, professoressa di educazione fisica con cui la giovane ha intrecciato un legame speciale che si è mantenuto negli anni. «Era una ragazza dolcissima e meravigliosa - racconta l’insegnante con un groppo alla gola difficile da sciogliere -. Ricordo ancora quando si era offerta di fare da babysitter ai miei bimbi. Non voleva neppure che la pagassi. Questa è davvero una tragedia, proprio non riesco a spiegarmi come sia potuto accadere. Una fatalità ingiusta, perché Fiore aveva la testa sulle spalle». E’ lei che la ricorda con indosso quel body rosa: «Sembrava una farfalla. Aveva un sorriso luminoso e una gran voglia di vivere, era legatissima alla cugina Daniela ma sapeva prendersi cura di chiunque le chiedesse aiuto».