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MONCHIO

Profughi a Prato Spilla, è polemica

di Beatrice Minozzi

27 novembre 2016, 12:58

Profughi a Prato Spilla, è polemica

«Prato Spilla sta perdendo la sua vocazione turistica a causa della speculazione sui profughi». L’allarme arriva da Maurizio Pioli, militante della Lega Nord ed ex dipendente della cooperativa Biricca che attualmente gestisce la stazione.

Lo sfogo di Pioli arriva all’indomani della notizia che su Prato Spilla arriveranno fondi pubblici per un milione e 200 mila euro destinati alla revisione della seggiovia, alla riqualificazione della stazione turistica e il miglioramento della qualità ricettiva della stazione.

«Sforzi inutili - commenta Pioli - se poi chi gestisce quella che è stata messa a bando come stazione turistica la trasforma in un luogo per l’accoglienza dei richiedenti asilo».

Attualmente, infatti, a Prato Spilla sono ospitati 18 richiedenti asilo. «Ma non si tratta solo di questo - aggiunge Pioli -. Siamo passati da una stagione, quella passata, che vedeva occupati tanti ragazzi del posto, ad un deserto di iniziative, senza eventi in programma. E’ per questo, e per altri aspetti legati alle scelte di gestione di Biricca, che io e tutti i ragazzi monchiesi che prima facevano parte della cooperativa abbiamo deciso di lasciare. Ci è costato molto perché il progetto ci entusiasmava e ognuno di noi ci aveva messo un pezzo di sé stesso. E in effetti stavamo anche raccogliendo ottimi risultati».

Il punto di svolta è arrivato a settembre del 2015, quando il presidente di Biricca, Giancarlo Anghinolfi, ha comunicato ai dipendenti di voler portare a Prato Spilla 10 richiedenti asilo. «Noi ci siamo opposti subito - precisa Pioli - motivando la nostra contrarietà col fatto che Prato Spilla è una struttura turistica ed ogni sforzo della gestione deve andare in quella direzione». «Abbiamo quindi deciso di licenziarci e di partecipare al nuovo bando di gestione dell’aprile scorso - prosegue Pioli -. Abbiamo coinvolto il sindaco Moretti che ha supportato la nostra iniziativa, ma purtroppo non è stata garantita la massima partecipazione alla gara d’appalto».

Alla gara ha partecipato solo Biricca, che si è aggiudicata la gestione e a giugno sono arrivati i primi 10 richiedenti asilo. «Da li sempre peggio - ammette Pioli -. Non sono più stati programmati eventi, ad esclusione di Appenninfest, l’accoglienza degli avventori non era più garantita, il bar era spesso chiuso. Si palesava, insomma, il disinteresse della componente turistica della stazione al fronte del sicuro guadagno proveniente dai richiedenti asilo».

«Vogliamo rendere consapevole la cittadinanza che abbiamo una struttura turistica pubblica gestita da una cooperativa che la utilizza ai soli fini speculativi a discapito della su naturale vocazione turistica», conclude Pioli.