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Collecchio

Fortunato Nevicati, la memoria da difendere

Commemorazione a 80 anni dalla morte avvenuta a Madrid

10 dicembre 2016, 19:12

Fortunato Nevicati, la memoria da difendere

COLLECCHIO

Collecchio ha ricordato solennemente Fortunato Nevicati nell’ottantesimo anniversario della morte avvenuta a Madrid in difesa della Repubblica Spagnola quale combattente volontario nelle Brigate Internazionali. Una commemorazione sentita e fortemente partecipata che si è sviluppata in sinergia fra i comuni e le sezioni Anpi di Collecchio e Poviglio. La cerimonia è iniziata con la deposizione di una corona d’alloro davanti alla lapide posta davanti al centro culturale di Villa Soragna che ricorda il collecchiese e la sua intestazione del parco comunale.

Nella sala lettura della biblioteca è poi seguito l’incontro aperto dall’assessore alla cultura Michela Zanetti che ha ricordato Nevicati come una «persona dalla vita molto travagliata che ha individuato ideali importanti di democrazia e che ha combattuto per questi». Dopo che il sindaco di Collecchio Paolo Bianchi ha ricordato le origini collecchiesi e l’impegno politico di Nevicati, il presidente dell’Anpi di Reggio Emilia Antonio Zambonelli, dopo avere detto che «qui a Collecchio Nevicati ha avuto uno dei segni più vistosi a ricordo della sua vita con l’intitolazione di un parco stupendo», ha incentrato il suo intervento su antifascismo e libertà, due ideali per cui Nevicati ha combattuto ed è morto.

«Nevicati - ha aggiunto - va ricordato per ciò che lui è stato fin da giovane, per quello che è diventato e per aver dato la vita per la giustizia e la libertà». Il direttore dell’Istituto Storico della Resistenza di Parma Marco Minardi, infine, ha inquadrato la figura di Nevicati nel tempo in cui ha vissuto facendo un corposo e puntuale ricordo degli avvenimenti che hanno caratterizzato la sua breve vita.

Era un giovane politico: viene eletto nell’amministrazione provinciale di Reggio Emilia, nasce consapevole e partecipe della vita quotidiana, ha a che fare con la nascita delle squadre fasciste, arriva a Parma iscritto al Partito comunista, partecipa alle Cinque Giornate, va esule in Francia e nel 1924 la polizia fascista si occupa di lui ed è segnalato dalla prefettura di Reggio Emilia come uno dei più pericolosi avversari. Viene espulso dalla Francia e va in Belgio vivendo un periodo di grande difficoltà come clandestino. Antifascista convinto risponde alla chiamata della Brigata Internazionale e arriva a Madrid dove cade in difesa della Repubblica Spagnola. Minardi ha poi concluso dicendo che «non ci sono più testimoni diretti di quei fatti: rimane un parco, lapidi che sanno di memoria che va riempita, fortificata e resa credibile attraverso la ricerca storica. E’ indispensabile consolidarla su quello che è stata la storia di quegli anni. La memoria va cercata, coltivata e condivisa. In questo modo parla anche ai contemporanei».

La commemorazione di Fortunato Nevicati non si ferma qui. In programma ci sono altri due appuntamenti: oggi, nel centro culturale di Poviglio, un incontro che terminerà con una fiaccolata e sabato 17 dicembre a Collecchio un'iniziativa con Eles Iotti, storica dell’arte, sul tema «Parlare al popolo con le immagini: la propaganda di guerra» che si svolgerà a Villa Soragna.G.F.C.