Sei in Archivio

MONCHIO

Trefiumi, un paese che rinasce a ogni Natale

di Enrico Gotti -

12 dicembre 2016, 22:00

Trefiumi, un paese che rinasce a ogni Natale

Trefiumi, nel Comune di Monchio delle Corti, è diventato il «villaggio di Natale». Il piccolo borgo si è riempito di persone, con presepi, alberi di Natale realizzati dai bambini e dai cittadini, decorazioni speciali, bancherelle e luci. E la festa continuerà anche il 18 dicembre e il 6 gennaio.

Nei giorni scorsi, insieme ai laboratori per i più piccoli, la musica, l’animazione con gli zampognari e Babbo Natale con cavallo e slitta, cerimonia di consegna degli attestati di «cittadinanza affettiva» da parte del Parco dell’Appennino Tosco Emiliano. A riceverli cittadini che sono «ambasciatori nel mondo» dell’Appennino: non abitano a Trefiumi per necessità e lavoro, ma hanno mantenuto con il loro paese un legame indissolubile. Erika Mavilla, presidente di «Villaggio di Trefiumi», l’associazione di promozione sociale che ha organizzato la festa, ha ringraziato tutti i volontari: «c’è stata una cura estrema nel rendere il nostro paese bello, vivibile e vivo, e questo da parte di tutti. Ringraziamo la disponibilità dei privati, la famiglia Rinaldi, e tutti gli altri, ad accoglierci. Ringrazio Parchi del Ducato e Parco dell’Appennino per averci aiutato a rifare “Trefiumi Villaggio di Natale” ancora più bello e funzionale».

Il sindaco di Monchio Claudio Moretti ha salutato l’iniziativa a nome dell’amministrazione comunale: «La vera forza di questo territorio é la comunità, fatta anche di ambasciatori, gente che per necessità è dovuta andare via, ha lasciato il suo paese non volentieri, e appena può ritorna nel suo territorio. Questo territorio ha caratteristiche incredibili. Ci possono essere discussioni, ma per costruire una comunità bisogna trovarsi, discutere e lavorare insieme» ha dichiarato il primo cittadino, che ha ricordato lo scomparso Pierluigi Ferrari, «un grande amico del nostro territorio». Fausto Giovanelli, presidente del Parco dell’Appennino Tosco emiliano ha ringraziato gli organizzatori (o meglio, organizzatrici, vista la grande presenza femminile): «Ci sono molte donne al lavoro, questo segno di ritorno delle donne è un segno importante per l’appennino». La prima a ricevere l’attestato di cittadinanza affettiva, per l’amore, la cura, il legame con il paese, è stata Lita Pirazzoli. Come lei è stato premiato Enrico Vicini. Poi l’attestato è andato a Pierpaolo Paracchini, nato a Cremona, che a Trefiumi è arrivato scegliendo il «posto metereologicamente più estremo e più vivibile». Attestato di cittadinanza affettiva anche per Luca Sandei nato a Milano, che vive e lavora a Parma. «Trefiumi – ha affermato Sandei - è una gemma nascosta che va valorizzata». Altro riconoscimento per Elisabetta Rinaldi: «Io e la mia famiglia siamo legatissimi a questo borgo. - ha sottolineato - Ringrazio tutti quelli che hanno contribuito a far rinascere Trefiumi anche d’inverno». Premiata anche Maria Rosa Vicini, instancabile creatrice di mostre, decorazioni e presepi: «Siamo 68 persone, per maggior parte anziani, ma se teniamo in movimento le persone queste danno una mano, danno buone idee. Questi paesi non hanno nulla da invidiare al Trentino, se ci fosse la buona volontà politica di valorizzare questi luoghi». Infine è stata consegnata la cittadinanza affettiva anche alla famiglia Fortini, anch’essa innamorata di Trefiumi: a Gilia, Edda, Tino e Azzurra.