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teatro

Nell'universo dei burattini di Dall'Argine

Dalla satira alla tragedia: l'arcobaleno di toni degli spettacoli del Teatro Medico Ipnotico

di Mara Pedrabissi -

13 dicembre 2016, 22:13

E' la tradizione che si specchia nella contemporaneità. Si interrogano - e ci interrogano - i burattini di Patrizio Dall'Argine, artista polimorfo, sguardo interessante. «Nemo propheta in Patria», ci capita spesso di dire.
E, invece, in questo caso no, grazie a Fondazione Teatro Due e alla sua direttrice Paola Donati.

Sarà proprio la «casa» artistica di viale Basetti a ospitare la nuova produzione del burattinaio parmigiano («Werther», spettacolo per adulti, da vedere venerdì e sabato alle 20.30) e, nell'anno nuovo, a dedicargli una retrospettiva, in calendario da gennaio ad aprile, il sabato e la domenica.

Una retrospettiva vale una «patente», non è da tutti. Lo sa questo burattinaio con un'ombra di pizzetto dipinta sul mento che si trova a proseguire una grande tradizione parmigiana, baracca e burattini, rifacendosi al mitico Gimmi Ferrari, scomparso esattamente dieci anni fa, e al parmigiano d'adozione Gottardo Zaffardi che negli anni Ottanta si esibiva regolarmente nel teatrino della chiesa dell’Annunziata, in Oltretorrente.

«Sono contento che questa occasione arrivi ora, in una fase di maturità creativa», dice lui, che ha iniziato diciottenne, attrezzista al Ducale. Dal 2008 ha fondato il Teatro Medico Ipnotico, demiurgo delle sue creature, simulacro dell'umano, cui dà vita nella casa-laboratorio immersa nella quiete di Vianino, in Appennino, dove hanno aiutato e aiutano la compagna Veronica Ambrosini (a lungo apprezzata animatrice dell'opera per i più piccoli al Regio) e le figlie, adesso diciottenni, Virginia e Thea.

«Werther»

«Werther» è l'ultimo spettacolo nato, in collaborazione con Veronica Ambrosini e con la drammaturgia sonora di Damiano Grasselli. In scena grandi burattini, quasi statue. La scenografia è statica, echi dal cinema. «Werther e? nostro contemporaneo - dice Dall'Argine - Rappresenta la scelta estrema che segue al desiderio, che è l'unica caratteristica distinguente l'uomo dalla macchina, in una società? che ha imboccato la via delle apparenze e della bellezza virtuale. Rimane pochissimo del linguaggio epistolare di Goethe; solo due brani, affidati agli umani e non ai burattini. Per il resto, è una riscrittura contemporanea partita dalla rilettura cinematografica di Max Ophu?ls. Carlotta, Alberto e Werther sono, in fondo, tre predestinati. Abbiamo tentato di mettere in scena una tragedia con il teatro dei burattini».

La retrospettiva

La rassegna, a differenza di «Werther», è pensata per famiglie «e per chi vuole passare un'ora in allegria». Si comincia con «Il Florindo innamorato», del 2002 (il 6, 7 e 8 gennaio per un pubblico dai 3 anni in su), un classico dei burattini proprio come uno se li immagina, un divertente canovaccio della tradizione. Il 28 e 29 gennaio «Racconto d'estate» (dai 3 anni), omaggio all'infanzia con l’eccentrica famiglia Pavironica, composta da Sandrone, la moglie Polonia e il figlio Sgorghiguelo che si barcamenano nella noia bollente e incantata di un'estate in città. Segue «Racconto d'inverno» (11 e 12 febbraio, dai 6 anni) in cui gli stessi protagonisti cercano di liberarsi dalla ragnatela di divieti cittadini, tra raccolta differenziata e assenza di parcheggi.

Il 25 e 26 febbraio arriva «Leonce und Lena» (per un pubblico dai 10 anni), adattamento per il teatro dei burattini della commedia di Georg Büchner. Una delle ultime creazioni è «Topolino» (25 e 26 marzo, dai 6 anni). Chiude «Il cappello a cilindro» (8 e 9 aprile, dai 6 anni) in cui il teatro di figura diventa terreno per esercitare la satira, qui diretta verso la nostra città». «Esploriamo generi affini, contigui al nostro - spiega Paola Donati, a proposito della scelta della retrospettiva - Una filosofia che portiamo avanti da tempo come abbiamo fatto con Balletto Civile e continuiamo a fare con Europa Galante. La creatività vive e si rigenera attraverso le contaminazioni e gli incontri». Info e biglietteria: 0521/ 230243, biglietteria@teatrodue.org. E' anche disponibile la «Carta Natale Burattini», carnet a 2, 4 o 6 ingressi a scelta.