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Moda

Parma Couture più sostenibile Insieme per affrontare i mercati esteri

di Lorenzo Centenari -

15 dicembre 2016, 16:49

Parma Couture più sostenibile Insieme per affrontare i mercati esteri

Quando a esercitare attrazione è il territorio in sé, oltre al prodotto. Nell’agroalimentare così come nella moda, il «marchio» Parma ha le sue carte da giocarsi: tradizione, passione, culto per il bello, alta qualità. Ora, anche alto indice di sostenibilità.
Parma Couture festeggia il secondo posto alla prima edizione del concorso per la Responsabilità Sociale d’Impresa (sezione associazioni, consorzi, reti d’impresa), istituito lo scorso anno dalla Regione Emilia-Romagna, rinnovando il look del proprio logo (una elegante viola stilizzata dal colore bluastro) e ripartendo dal sacro principio del gioco di squadra come leva competitiva. Nella convinzione che solo attraverso la condivisione di progetti e valori, in una società dai gusti in così rapido cambiamento, le piccole medie imprese possano fare ancora tanta strada.
Ieri all’Antica Tenuta Santa Teresa la presentazione della nuova immagine del consorzio e il classico scambio di auguri, per una cerimonia all’insegna della reciproca cooperazione pur nella massima considerazione delle singole attività. «Il riconoscimento della Regione - sostiene il presidente di Parma Couture Luigi Eva, titolare di Equipage - premia l’attenzione al territorio e alla comunità per la quale le aziende del consorzio da sempre si distinguono. D’altra parte la Carta della Qualità, documento per l’accreditamento tra i Consorzi per l’internazionalizzazione consegnato presso la Regione stessa, già affronta i temi della responsabilità sociale. Come ambiente, solidarietà tra imprese e persone, valorizzazione del saper fare».
Parma Couture conta oggi tra i soci anche il neo presidente nazionale di Confartigianato Moda: è Fabio Pietrella, sales manager del maglificio di famiglia Musetti e attuale vicepresidente del consorzio.
«Già in cantiere - spiega - un piano straordinario per il made in Italy nel mondo e un pacchetto di strategie rivolte ai Millennials». Nella forza del gruppo crede anche Michele Vittorio Pignacca (Pilogen Carezza): «Anche un’impresa con 100 anni di storia - sostiene - ha oggi bisogno di un’associazione che favorisca relazioni, formazione, rappresentanza, scambio continuo di informazioni».
Testimonianze preziose come quelle portate in sala da Pietro Vozza, manager di Wonderland (Gruppo Kiton), e da Enrico Mezzadri, direttore della sartoria Gianfranco Bommezzadri: «Dal contoterzismo al brand “Ernesto” - afferma Mezzadri - il passo non è stato semplice: determinanti partnership e sinergie, specialmente con gli altri attori del nostro distretto territoriale».