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Urbi et Orbi davanti a 40 mila persone, il Papa prega per Aleppo e la Palestina

25 dicembre 2016, 13:42

Urbi et Orbi davanti a 40 mila persone, il Papa prega per Aleppo e la Palestina

La Gendarmeria vaticana stima in circa 40.000 le persone che hanno seguito in piazza San Pietro il messaggio natalizio di papa Francesco, al termine del quale ha impartito la benedizione «Urbi et Orbi" (alla città e al mondo, ndr). Lo ha riferito il vicedirettore della sala stampa vaticana, Paloma Ovejero.

«Pace - ha detto papa Francesco prima di dare la benedizione Urbi et Orbì- alle donne e agli uomini dell’amata Terra Santa, scelta e prediletta da Dio. Israeliani e Palestinesi abbiano il coraggio e la determinazione di scrivere una nuova pagina della storia, in cui odio e vendetta cedano il posto alla volontà di costruire insieme un futuro di reciproca comprensione e armonia. Possano ritrovare unità e concordia l’Iraq, la Libia e lo Yemen, dove le popolazioni patiscono la guerra ed efferate azioni terroristiche». "Pace - ha proseguito - agli uomini e alle donne in varie regioni dell’Africa, particolarmente in Nigeria, dove il terrorismo fondamentalista sfrutta anche i bambini per perpetrare orrore e morte. Pace nel Sud Sudan e nella Repubblica Democratica del Congo, perchè si risanino le divisioni e tutte le persone di buona volontà si adoperino per intraprendere un cammino di sviluppo e di condivisione, preferendo la cultura del dialogo alla logica dello scontro». "Pace alle donne e agli uomini - ha auspicato il Pontefice - che tuttora subiscono le conseguenze del conflitto nell’Ucraina orientale, dove è urgente una comune volontà nel recare sollievo alla popolazione e dare attuazione agli impegni assunti. Concordia invochiamo per il caro popolo colombiano, che ambisce a compiere un nuovo e coraggioso cammino di dialogo e di riconciliazione. Tale coraggio animi anche l’amato Venezuela nell’intraprendere i passi necessari per porre fine alle attuali tensioni ed edificare insieme un avvenire di speranza per tutta la popolazione». "Pace a quanti, - ha detto ancora - in diverse zone, stanno affrontando sofferenze a causa di costanti pericoli e persistenti ingiustizie. Possa il Myanmar consolidare gli sforzi per favorire la pacifica convivenza e, con l’aiuto della comunità internazionale, prestare la necessaria protezione e assistenza umanitaria a quanti ne hanno grave e urgente necessità. Possa la penisola coreana vedere superate le tensioni che l’attraversano in un rinnovato spirito di collaborazione».