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Il ritratto

Tragedia di Cascinapiano, parlano gli amici di Filippo: "Era speciale"

La squadra di calcio ha sospeso l'attività per due giorni in segno di lutto

18 gennaio 2017, 06:03

Tragedia di Cascinapiano, parlano gli amici di Filippo:

Enrico Gotti

«Era una persona speciale», «era un amico, prima di tutto». Occhi lucidi: i compagni di squadra di Filippo Ricotti, che sono cresciuti insieme a lui, faticano a trovare le parole, manca la voce di fronte alla tragedia, ma il ricordo è limpido, non si può scalfire, per quel giocatore «elegante», «umile», «disposto ad aiutare gli altri senza chiedere niente», «sempre leale, dentro e fuori dal campo».

Il campo del Bruno Monica, sede della Langhiranese, è vuoto. La squadra di calcio di Langhirano ha sospeso per due giorni tutta la sua attività in segno di lutto, martedì e mercoledì nessuna squadra di allenerà e non si giocheranno amichevoli, per la morte del diciassettenne Filippo Ricotti. Lui era cresciuto su questo prato, con i colori grigiorossi della squadra fin da pulcino, fino ad arrivare nella squadra degli juniores. Due anni fa era stato capitano degli allievi. «Siamo insieme dalla prima elementare tutti – dicono i compagni di squadra – litigare con lui era impossibile. Aveva fatto le scuole elementari con noi a Langhirano, le medie a Parma, però non aveva mai voluto lasciare il gruppo, né la squadra, era sempre stato in contatto». Amava lo sport, non solo il calcio, ma anche lo sci, il tennis. Frequentava la quarta B del liceo Bertolucci. «Era spesso in ritardo, era sempre l’ultimo a uscire dallo spogliatoio. A scuola era sempre stato bravo, e c’era sempre per gli altri. Se gli chiedevi di spiegarti una versione, lui anche se doveva fare i compiti per il giorno dopo ti chiamava e lo faceva» raccontano gli amici. Ieri mattina, è stato travolto da un’auto quando ancora era buio, prima di arrivare alla fermata dell’autobus per la scuola. In un punto di strada, quello di Cascinapiano all’incrocio con Vidiana e Casatico, dove non ci sono strisce pedonali nè illuminazione. Gli amici ricordano che c’erano state richieste, fin da quando Filippo era alle medie, perché fosse posizionato un lampione in quel punto, ma la situazione non è cambiata. Sua sorella aveva già attraversato la strada, lui è stato colpito da un’alfa nera, che si dirigeva in direzione Langhirano. Nel luogo dell’incidente qualcuno ha portato dei fiori, mentre i suoi compagni di squadra, ieri pomeriggio, hanno lasciato una maglietta e un pallone da calcio. «È un momento di grande dolore per tutta la Langhiranese Calcio, che oggi piange la scomparsa del giovane Filippo Ricotti, atleta della nostra Juniores. - scrive la società - Sono attimi in cui le parole vengono a mancare, sono le lacrime a farla da padrone, perché non si può trovare pace nel dover dire addio ad un ragazzo di 17 anni che aveva una vita davanti. Un ragazzo che era con noi dalla Scuola Calcio e aveva percorso con i colori grigiorossi il suo iter calcistico, crescendo stagione dopo stagione. Noi abbiamo avuto la fortuna di apprezzare la sua educazione, i suoi modi gentili, era davvero un ragazzo straordinario». «Era un ragazzo bravissimo, veramente. Come lui anche i suoi genitori – dice Riccardo Salati, presidente della Langhiranese - . Per un paio di anni suo padre ha fatto l’accompagnatore della squadra. Andava in panchina e lui praticamente era quello che stemperava gli animi, che cercava sempre di tenere tranquillo l’ambiente. E così Filippo era uguale, non è mai entrato in nessuna discussione o litigio. Era veramente un esempio, lui e i suoi genitori». «Era mediano, giocava davanti alla difesa. - ricorda il presidente - si allenava, faceva quello che diceva l’allenatore, con la tenacia era migliorato parecchio. Nella sua militanza nella Langhiranese resta l’esempio che ha dato in questi anni, la sua correttezza, la sua educazione, la sua lealtà sportiva, che devono essere un esempio per tutti i ragazzi che continueranno a giocare». «In segno di lutto e solidarietà verso la famiglia abbiamo sospeso le attività, anche la prima squadra, poi piano piano cercheremo di riprenderci, anche se non sarà facile, sono cose che lasciano il segno» dice Silvio Suraci, segretario della Langhiranese. «Giocheremo per Filippo – dicono gli amici, suoi compagni di squadra - Adesso giocheremo tutte le partite per lui, fino in fondo per lui».

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