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Rigopiano: soccorsi senza sosta, ma le speranze sono deboli. Edoardo e Samuel, i bimbi rimasti soli

Condizioni estreme. Finora 23 dispersi, 5 morti, 11 sopravvissuti

22 gennaio 2017, 10:30

Rigopiano: soccorsi senza sosta, ma le speranze sono deboli.  Edoardo e Samuel, i bimbi rimasti soli

Si continua a scavare tra le neve e le macerie dell’hotel Rigopiano, spazzato via da una valanga il 18 gennaio. Finora i soccorritori hanno strappato alla massa di detriti che sommerge l’hotel 11 sopravvissuti e cinque corpi senza vita, mentre sono 23 i dispersi segnalati. Ai due sopravvissuti recuperati all’alba di giovedì - il cuoco Giampiero Parente e il manutentore dell’hotel Fabio Salzetta - si aggiungono la moglie di Parete, Adriana Vranceanu, e il figlio Gianfilippo, salvati nella mattinata di ieri, e i tre bimbi recuperati nel pomeriggio: l’altra figlia di Parete, Ludovica, Edoardo Di Carlo e Samuel Di Michelangelo.
Sono poi state estratte vive altre quattro persone, due uomini - Giampaolo Matrone (lievemente ferito) e Vincenzo Forti - e due donne, Francesca Bronzi e Giorgia Galassi. «Abbiamo altri segnali da sotto la neve e le macerie - ha detto il funzionario dei vigili del fuoco Alberto Maiolo - stiamo verificando. Potrebbero essere persone vive, ma anche le strutture dell’albergo che si muovono sotto il peso della neve.
Ieri sono state riconosciute altre tre vittime: si tratta di di Sebastiano Di Carlo, 49 anni, di Loreto Aprutino (Pescara), della moglie Nadia Acconciamessa, papà e mamma di Edoardo, e di Barbara Nobilio, di 51 anni, anch’essa di Loreto Aprutino. La tragedia ha per ora lasciato soli due bimbi, Edoardo Di Carlo che nella tragedia ha perso entrambi i genitori, mentre per Samuel Di Michelangelo non si hanno notizie del papà e della mamma, il poliziotto, Domenico, 41 anni, di Chieti, e Marina Serraiocco, che vivono a Osimo (Ancona).
Le altre due vittime della tragedia sono il maitre dell’hotel Alessandro Giancaterino e del cameriere Gabriele D’Angelo.
I soccorritori continuano la loro opera incessante di scavo a 1.200 metri d’altezza, stanno lavorando in condizioni estreme: la pioggia mista a neve ha reso ancora più pesante l’ammasso che ha sommerso l’hotel ed il rischio valanghe è salito a 4 su una scala di cinque. E anche oggi sarà una lunga giornata con la speranza di trovare ancora qualcuno in vita sotto cumuli di neve e detriti.


Edoardo e Samuel, i bambini rimasti soli
Un triste e drammatico destino unisce Edoardo e Samuel, anche se per il secondo c'è ancora la speranza che possa riabbracciare entrambi i genitori. Otto e sette anni, i due bambini sono ora al caldo e coccolati dopo la tragedia che li ha travolti il 18 gennaio quando l’immensa valanga ha spazzato via l’hotel Rigopiano, a Farindola, dove erano in vacanza con le loro famiglie. Sono riusciti a venire fuori da quell'inferno di neve. Tratti in salvo dai soccorritori, sono stati portati all’ospedale di Pescara.
Fisicamente stanno bene. La loro tempra è forte. Hanno superato anche una leggera ipotermia ma, dicono i medici che li tengono sotto osservazione «psicologicamente sono provati». I due bimbi in ospedale attendono le loro mamme e i loro papà. Solo nel tardo pomeriggio di sabato la notizia che nessuno avrebbe voluto sentire. Viene riconosciuta la terza vittima: è la mamma di Edoardo, Nadia Acconciamessa, 48 anni, moglie di Sebastiano Di Carlo. Lei dipendente della Asl di Pescara, lui titolare di una pizzeria a Loreto Aprutino (Pescara). Di Sebastiano nessuna notizia, fino a stasera: è lui una delle vittime recuperate nelle ultime ore.
Nessuna informazione, invece, sui genitori di Samuel Di Michelangelo, il piccolo della famiglia del poliziotto, Domenico, 41 anni, di Chieti, e Marina Serraiocco, che vivono a Osimo (Ancona). Risultano ancora tra i dispersi.
Dopo il salvataggio di Samuel, su Domenico e Marina si erano accese speranze certe. Lo aveva scritto in un post su Facebook il sindaco di Osimo, Simone Pugnaloni, che poi ha rettificato con un messaggio di scuse: «Dobbiamo prendere atto che per ora l'unica notizia certa è che il piccolo Samuel è salvo. Scusandoci con la città e con i famigliari di Marina e Domenico per l’increscioso equivoco, generato probabilmente dalla concitazione e dalla forte emozione del momento, la nostra comunità continua a pregare senza perdere la speranza». «Spero ancora che trovino mio fratello e mia cognata vivi», dice lo zio di Samuel, Alessandro.
Ai bambini, suggeriscono gli psicologi, meglio non fare alcun riferimento specifico alla tragedia ma lasciare che siano loro a raccontare i fatti. «Possono annullare uno spazio temporale nella loro memoria», dicono gli esperti. Edoardo ha perso la mamma. «Cosa è successo? Quanto tempo è passato? Stavo giocando a biliardo», ha detto ai soccorritori steso su una barella.
Edoardo e Samuel sono due dei quattro bambini salvati da sotto le macerie dell’hotel Rigopiano, che ora non esiste più. Gli altri due sono Ludovica e Gianfilippo, i figli di Giampiero Parete e Adriana, la famiglia che si è salvata e che in ospedale è stata riunita nella stessa stanza.